Creatività, Italia avanza nei brevetti europei

L’Italia della creatività regge alla crisi. Nel 2014 infatti l’8% dei marchi e più del 10% delle domande di registrazione di design industriale, in Europa, sono arrivati da aziende italiane. A certificarlo è l’Uami (Ohmi), l’agenzia dell’Unione europea con sede ad Alicante in Spagna, da vent’anni incaricata della tutela della proprietà intellettuale in Europa e la registrazione di marchi e brevetti. La tendenza delle registrazioni italiane è di sostanziale stabilità rispetto al passato: in aumento dell’0,5% per quanto riguarda i marchi e sostanzialmente stabile nel campo del design industriale.

«L’Italia rimane di gran lunga uno dei migliori contribuenti in termini di innovazione – ha spiegato al Sole 24 Ore il presidente di Uami, Antonio Campinos –. Precisamente, nella “top 20” dei Paesi che depositano di più, è al secondo posto per il design industriale, dietro solo a Germania e davanti agli Usa; e al 4° per i marchi, superata solo da Germania, Usa e Regno Unito». In base alle rilevazioni, ha sottolineato il presidente di Uami, «in Italia il 26,8% di tutti i posti di lavoro e il 40,8% del Pil nazionale sono generati da imprese altamente innovative. Un dato sopra la media Ue, che è al 25,9% in termini di occupazione e al 38,6% sul fronte del contributo al Pil europeo».

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