Nomadi «maiali», richiamo per Cicero

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In relazione alle espressioni utilizzate ieri pomeriggio in consiglio comunale da Claudio Cicero nel riferirsi ai campi nomadi («Stanno bene in quello che i vicentini chiamano luamàro»), il presidente Federico Formisano ha inviato ai consiglieri un forte richiamo a non travalicare i limiti della decenza. Questa la sua dichiarazione: «I poteri del presidente del Consiglio Comunale, in merito alla gestione delle sedute consiliari,  sono stabiliti dall’ art. 13 comma 2 del Regolamento del Consiglio Comunale che concede al Presidente il potere di richiamare i consiglieri che pronuncino parole ingiuriose o sconvenienti e di interdire la parola qualora questi fatti si ripetano».

«Finora – spiega ancora Formisano – non sono mai dovuto ricorrere a questi estremi sia perché i consiglieri ben difficilmente hanno trasceso nelle espressioni, sia perché ho ritenuto di non applicare eccessiva rigidità nell’applicazione del regolamento consiliare affidandomi alla considerazione che l’intelligenza delle persone consente generalmente di  regolare le espressioni da usare all’ambiente del Consiglio Comunale. […] Ritengo opportuno formulare un forte richiamo ai consiglieri comunali affinché nell’esercizio delle loro funzioni e nell’ambito della libertà di espressione, non travalichino comunque i limiti della decenza e delle espressioni inopportune».

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