Bergoglio, un ecologista in Vaticano

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Il Paradiso è per tutti, anche per gli animali e le piante. E se lo dice il Papa, c’è da crederci. Il pontefice Francesco, citando il capitolo 8 della Lettera ai Romani di San Paolo («“anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”»), lo ha detto con queste parole: «La Sacra Scrittura ci insegna che il compimento di questo disegno meraviglioso non può non interessare anche tutto ciò che ci circonda e che è uscito dal pensiero e dal cuore di Dio».

Francesco sta preparando una enciclica «ecologica». Si racconta che un suo predecessore, Paolo VI, avesse consolato un bambino in lacrime per la morte del suo cane dicendogli: «Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo». Di diverso parere Benedetto XVI, di cui è noto l’amore per i gatti, che in un sermone di sei anni fa prendeva una posizione opposta: «Nelle altre creature, che non sono chiamate all’eternità, la morte significa soltanto la fine dell’esistenza sulla Terra…». Per papa Bergoglio, invece, «tutto è stato creato per mezzo di Cristo e in vista di Lui, e quindi tutto parteciperà alla gloria finale di Dio».

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