Venezia, sportelli per turisti a rischio

«Non è da ieri che la Provincia di Venezia sa a che destino andavano incontro i suoi uffici Iat (Informazione e Accoglienza Turistica), anzi, sono anni che è perfettamente al corrente della situazione, ma non ha mosso un dito per risolvere il problema. Non mi si venga a dire che è colpa della Regione se non vengono pagati gli stipendi, perché non ci sto». E’ una presa di posizione chiara quella dell’assessore regionale al turismo, Marino Finozzi, che incontrerà domani la presidente Francesca Zaccariotto, i vertici dell’Apt di Venezia e i sindaci dei comuni della costa veneziana. «Non è sicuramente un mistero che la spending review ha ridotto drasticamente sin dal 2010 i trasferimenti finanziari alle Regioni – prosegue l’assessore – e di conseguenza siamo stati costretti noi stessi a tagliare le risorse alle Province per l’esercizio delle funzioni in materia di informazione e accoglienza turistica. Pertanto, la Provincia di Venezia, constatando che dal 2011 al 2013 i trasferimenti erano dimezzati, passando da 3,2 milioni di euro a uno e mezzo, avrebbe dovuto cercare fonti di finanziamento alternative. Tanto più che i trasferimenti sono di fatto stati eliminati con la nuova legge regionale sul turismo, la n. 11 del 2013».

«E nessuno può essere stato colto di sorpresa – spiega Finozzi – perché nei tre anni che hanno preceduto l’approvazione della legge, non saprei nemmeno dire quanti sono stati gli incontri tenuti nei territori, con le amministrazioni e gli operatori del settore, proprio perché la mia volontà è sempre stata quella di far approvare un testo condiviso da tutti gli attori del settore. Per questo motivo trovo quasi paradossale che la presidente Zaccariotto ci chieda di ripristinare il vecchio sistema dei trasferimenti regionali alle Province, ancor più alla luce dell’entrata in vigore della tassa di soggiorno istituita dai Comuni per finanziare le attività turistiche, tra le quali possono tranquillamente rientrare anche gli uffici Iat». La legge 11/2013 prevede che tra i nuovi soggetti designati come gestori delle attività di informazione turistica oltre ai Comuni, ci sia una forma di cooperazione tra pubblico e privato per gestire l’informazione, l’accoglienza, la promozione e la commercializzazione: l’Organizzazione di Gestione della Destinazione turistica, l’Ogd.

«Abbiamo volutamente indicato nel testo della legge che i possibili partecipanti all’Ogd siano Enti locali e camerali, nonché le associazioni di categoria del settore turismo – prosegue l’assessore – e abbiamo proprio incaricato le Province di favorire l’aggregazione tra pubblico e privato, dando 18 mesi di tempo per la creazione delle Ogd in grado di ereditare le funzioni prima svolte dalle Province stesse. Risultato? Sono trascorsi 17 mesi e mi chiedo se e quanto la Provincia di Venezia si sia attivata per risolvere la questione dell’Apt di Venezia, ma ho il sospetto che abbia lasciato trascorrere tutti questi mesi nell’illusione di venire riconosciuta come Città Metropolitana e di avere per questo garantite da Roma le risorse sufficienti per continuare a gestire la sua Apt. Nel frattempo più di 40 Comuni del Veneto hanno invece colto l’opportunità, manifestandoci l’interesse ad attivare uffici Iat a loro spese utilizzando l’imposta di soggiorno. Sarà mica che il gettito dell’imposta di soggiorno di Venezia non basta a coprire le spese? Non prendiamoci in giro. Ho personalmente incontrato i Comuni del litorale veneziano, l’ultima volta proprio ieri – conclude Finozzi – e abbiamo condiviso un percorso costruttivo e non basato sullo scaricabarile. A questo punto sono proprio curioso di sentire come si giustificherà domani la presidente Zaccariotto».

Tags: ,

Leggi anche questo