Oasi Casale, Dalla Pozza: «non c’è inquinamento»

«Le numerose indagini sul sito dell’Oasi degli stagni di Casale “Alberto Carta” non hanno fatto emergere evidenze oggettive di problematiche legate all’inquinamento o alla contaminazione dei terreni e delle acque superficiali e sotterranee, e pertanto – allo stato attuale – l’Amministrazione non ritiene di procedere con un’ulteriore analisi approfondita, in forma di piano di caratterizzazione, che si tradurrebbe in indagini particolarmente invasive e deleterie, che finirebbero per devastare l’equilibrio naturale dell’Oasi a fronte di nessuna evidenza di inquinamento». Così l’assessore alla progettazione e sostenibilità Urbana Antonio Dalla Pozza commenta le recenti notizie di stampa sull’ipotesi di inquinamento dell’Oasi di Casale, denunciata da un residente, più volte ascoltato personalmente anche dall’assessore e dai tecnici comunali, che asserisce di aver assistito alcune decine di anni fa ad un presunto occultamento di rifiuti.

Arpav ha preso in considerazione la nota del dirigente vicario del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 6, risalente al 1997, che descrive l’indagine svolta su richiesta del Comune, compresi numerosi scavi effettuati a quel tempo alla presenza di una rappresentanza del Comitato, che in occasione della campagna di scavi individuò il sito da sottoporre alla ricerca dei rifiuti inquinanti. L’ipotesi di un possibile inquinamento dell’Oasi di Casale risale infatti al 1981 quando il Comitato per la difesa del territorio di Casale sospettava che l’area non fosse mai stata bonificata. Recentemente il tema è tornato ad essere d’attualità a seguito delle richieste di chiarimento dei consiglieri comunali Liliana Zaltron, Lucio Zoppello e Dino Nani oltre che dell’interrogazione parlamentare del senatore Enrico Cappelletti.

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