Rovigo, prove di campagna elettorale

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La questione dei 192 mila euro destinati al restauro dell’ex chiesa di San Michele scalda la politica di Rovigo e accende i toni in vista delle amministrative dell’anno prossimo (il comune è commissariato dal luglio di quest’anno). Ad accendere la miccia qualche giorno fa era stato l’ex vicesindaco Gianni Saccardin su RovigoOggi.«Dopo l’approvazione da parte del Ministero degli Interni nel 2008 – ha spiegato Saccardin – e il conseguente finanziamento di 192 mila euro, il progetto ha subito alcuni rallentamenti anche per via di interventi che la struttura necessitava. La giunta Piva aveva proposto al Viminale una miglioria che puntava a inglobare anche la palazzina adiacente, di proprietà comunale, che ospita tre alloggi-parcheggio e che di fatti costituisce un unicum con l’ex edificio. In seguito, l’avvicendamento tra i prefetti Tafuri e Provolo – ha continuato l’ex vice sindaco – e i tempi burocratici hanno dilatato ulteriormente le risposte che ci si attendeva da Roma che peraltro nel frattempo aveva però chiesto una rendicontazione finale del progetto entro giugno 2014. Solo la mia insistenza presso il Ministero ha permesso di posticipare questa data al 31 dicembre 2015».

Le reazioni non si sono fatte attendere. Se Flavio Ambroglini, ex assessore della giunta Avezzù, ha sottolineato come appaia «sterile ed al limite del demagogico, essendo ormai imminente l’avvio della campagna elettorale, sollecitare oggi il commissario prefettizio, Claudio Ventrice, alla ‘chiusura contabile’ della questione, come ha fatto a mezzo stampa Antonio Saccardin. Prima di buttare altra benzina sul fuoco – spiega Ambrogini sempre a RovigoOggi – sarebbe necessario individuare precise responsabilità, siano esse politiche che amministrative, e se il contributo statale dovesse essere restituito per scadenza dei termini, addebitare a chi ha sbagliato i relativi costi». Lo stesso Paolo Avezzù, sindaco di Rovigo fra il 2001 e il 2006, invita la giunta uscente (e quindi lo stesso Saccardin) a fare un “mea culpa” sulla vicenda e a non attribuire al commissario Ventrice le responsabilità dell’immobilismo dell’amministrazione.

Oggi, infine, è arrivata la controreplica di Saccardin: «Non sto facendo carico al commissario Ventrice dei ritardi – risponde ad Avezzu’ – ma come responsabile attuale è giusto che si muova nei termini che riterrà per non perdere il finanziamento. E gli 11 posti previsti dal progetto stesso troverebbero spazio nella palazzina comunale che ospita da diversi anni le famiglie di immigrati che non hanno mai dato alcun problema…». Insomma, a Rovigo tutto è pronto per la campagna elettorale.

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