Ospedale Padova, ennesimo rinvio. Con retromarcia

«Il nuovo ospedale di Padova? Confido di chiudere la partita venerdì». Erano queste le parole che pronunciava il governatore Luca Zaia alla vigilia dell’ennesimo vertice di ieri a Venezia tra Regione, Iov, Provincia, Comune, Università e Azienda ospedaliera di Padova, che avrebbero dovuto finalmente scegliere dove costruire. In ballo c’era la quarta proposta del sindaco Massimo Bitonci, ovvero l’area San Lazzaro.

Di fronte alla contrarietà espressa dal rettore Giuseppe Zaccaria e dal presidente della Provincia Enoch Soranzo, perchè l’area è troppo piccola (20 ettari invece dei 60 ipotizzati inizialmente, di cui la metà di proprietà delle banche), oltre che al centro di un’arteria stradale già fortemente intasata e a rischio di diventarlo ulteriormente con l’arrivo della fermata della metropolitana e posizionata in mezzo a una serie di industrie potenzialmente pericolose per inquinamento o incidenti di varia natura, l’assemblea ha deciso di rimandare ancora una volta la decisione. Si è optato per un altro approfondimento tecnico, per dirla col gergo ufficiale, non solo su San Lazzaro, ma anche su tutte le aree finora scartate.

«L’imperativo è dare una risposta efficace in tempi rapidi — dice ora Zaia — elaboreremo a breve una nuova bozza di accordo tra gli enti coinvolti. Intanto la giunta regionale ha approvato una delibera che ribadisce i mille posti letto, incarica della progettazione e dell’esecuzione dell’opera l’Azienda ospedaliera e mantiene per il 2014 il finanziamento di 22 milioni per le prime spese. Se si trova l’accordo bene sennò noi andiamo avanti, direttamente. Tanto alla fine lo paga la Regione e decide la Regione».

Tags: ,

Leggi anche questo