Petrolio giù, benzina meno cara (forse)

Il calo del prezzo industriale del petrolio, gli automobilisti possono sperare. Benzina e gasolio vedono scendere il loro prezzo industriale ai livelli del 2011, con i colossi petroliferi di tutto il mondo che bruciano una fetta di capitalizzazione che pesa oltre 100 miliardi. Il contraccolpo si fa sentire per tutti i titoli petroliferi: a Piazza Affari la Saipem ha perso il 5,42%, l’Eni il 2,72% mentre Tenaris il 4,32%

Il calo dei prezzi era stato scatenato dalla decisione presa giovedì dalla Opec (l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) di non tagliare le produzioni in eccesso, che il Venezuela stima in due milioni di barili al giorno, sperando di far tornare il prezzo del greggio alla soglia confortante dei 100 dollari. Invece le quotazioni sono letteralmente precipitate: il Wti a 69 dollari e il Brent a 72. Un andamento che il ministro iracheno del petrolio Adeel Abdul Mahdi definisce «terribile» specialmente per quei palesi che non hanno le spalle larghe come Arabia Saudita o Kuwait, principali sponsor della manovra.

A spiegare la scelta saudita di lasciar cadere le quotazioni non basta la certezza che le soglie di profitto restano comunque elevate: produrre un barile nel deserto della penisola arabica costa appena 12 dollari. Nelle banche d’affari di Wall Street da settimane si stanno facendo strada anche letture legate ai rapporti dei grandi produttori Opec con la Russia e gli Stati Uniti.

Tags:

Leggi anche questo