Bce: BpVi stringa ancora sui crediti

Se l’esordio delle banche italiane con la Bce come nuovo arbitro che ha esaminato l’Asset quality review e gli stress test del 26 ottobre è stato duro, il prosieguo rischia di essere traumatico. Si va infatti verso una direzione dove Aqr e stress test, più che esercizi svolti raramente, diventeranno veri e propri parametri restrittivi a cui le banche dovranno allinearsi. Una mossa che rischia di non essere indolore sui bilanci 2014.

Succede ad esempio per Banca popolare di Vicenza, uscita dagli stress test con una eccedenza di capitale di 30 milioni, dopo i rafforzamenti patrimoniali per 459 milioni del 2014 e la conversione del prestito obbligazionario da 253 milioni. La Bce stessa ha scritto a Bpvi il 19 novembre, chiedendo «di valutare l’applicabilità di criteri maggiormente conservativi nell’ambito dei crediti per l’esercizio 2014, al fine di risultare maggiormente allineato con i risultati della Aqr».

A rivelare la lettera è la stessa Bpvi, nel supplemento al Documento di registrazione depositato in Consob, che aggiorna i risparmiatori sulle novità post Bce. Insomma, nonostante fosse un esercizio prudenziale, Francoforte chiede un ulteriore giro di vite sulla valutazione crediti, oltre alle differenze reali rilevate nella Aqr. La banca vicentina si affretta a comunicare  di «aver avviato il processo di esame nella direzione indicata» ma il rischio è che  nuovi accantonamenti potrebbero «determinare effetti negativi sul risultato di periodo del gruppo».

La situazione, va detto, non riguarda la sola Bpvi, visto che, come rilevano a Vicenza, la lettera è stata spedita a tutti gli istituti sottoposti alla Bce. Nel primo semestre 2014, chiuso in utile per 22 milioni, Vicenza ha messo in conto rettifiche per 186,4 milioni, in linea con i 192,9 del 2013.

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