Cucine diocesi, Bitonci: «accolti delinquenti»

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Questa mattina il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha fatto visita alle cucine popolari di via Tommaseo gestite da suor Lia e dalla Diocesi. «Chi aiuta i poveri e interpreta pienamente il messaggio evangelico merita il rispetto e il plauso di tutta la comunità padovana – spiega il sindaco – Bisogna però saper distinguere fra bisognosi e approfittatori. Più del 90% dei presenti non era di nazionalità italiana. Insieme a tanti ragazzi del Senegal, con cui mi sono intrattenuto, apparentemente in cerca di un lavoro e di condizioni migliori per la loro vita, ho riconosciuto numerose persone già note alle forze dell’ordine per reati quali spaccio e furto».

«Allo stato attuale, chiunque, senza alcun tipo di controllo, può recarsi presso le cucine economiche e richiedere un pasto, ricevere dei vestiti, soggiornare temporaneamente in una sala – prosegue Bitonci –. Una recente aggressione, avvenuta proprio all’interno dell’edificio gestito da suor Lia, e le numerose e circostanziate lamentale di residenti ed esercenti della zona dimostrano che in via Tommaseo c’è un problema. Problema che non abbiamo intenzione di nascondere, come hanno fatto tutte le precedenti amministrazioni».

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