La Moretti ha suicidato la sinistra veneta

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Su una cosa Alessandra Moretti vede giusto: dopo quindici anni di centrodestra spadroneggiante in Veneto, un ricambio nelle stanze del potere sarebbe fisiologicamente salutare. Sempreché di reale ricambio si tratti, perché se a diversa parte politica – e sottolineiamo se, concedendo il beneficio del dubbio – corrispondessero identici interessi economici e dunque ricette simili se non uguali, allora cambierebbe poco o punto.

Ma non gufiamo, dai. Resta il fatto che l’Ale candidata governatrice, il giorno dopo la ratifica via primarie di una decisione già presa dal suo partito, ha davanti a sé esattamente questa responsabilità, vorremmo dire storica: portare a Palazzo Balbi l’ex sinistra. Perché è chiaro come il sole che il Partito Democratico (più frattaglie alleate) non ha più nulla di sinistra. Attenzione: non stiamo facendo un discorso ideologico, ma politico. Il premier Matteo Renzi, nello scegliere la Moretti come nome su cui puntare per spodestare Lega e Forza Italia a Venezia, ha definitivamente affossato quel che restava della sinistra nel Pd a queste latitudini. L’ex bersaniana ed ex cuperliana più famosa d’Italia incoronata anti-Zaia con il 66% nella conta interna non solo non ha avuto nessuna opposizione da parte dei bersaniani-cuperliani, ma anzi ne ha ottenuto l’appoggio. Un appoggio strumentale da manuale del perfetto cinico, o del perfetto suicida. Perché così tutti loro – la “sinistra” – sono scomparsi dalla percezione dei veneti (Sinistra Ecologia e Libertà aveva rinunciato a priori, con un più onesto autodafé).

Sono talmente scomparsi, i “rossi” del Pd, che non si sono fatti neppure vedere al voto, disertando le primarie. Un’assenza che spiega il risultato deludentissimo dei 39 mila voti, che saranno pure il doppio degli iscritti, ma che sono anche meno di un quarto dei votanti alle primarie dell’anno scorso. D’accordo che quelle erano nazionali e in campo c’era Renzi. Va bene che la sfida fra la Moretti, la moderatissima e semi-sconosciuta Rubinato e lo sconosciuto Pipitone è stata moscia che più moscia non si poteva. Mettiamoci anche che l’esito era scontato, per l’europarlamentare Ladylike. Però la base più a sinistra non tifa per la Moretti e ha snobbato le primarie per protesta. Ecco perché i numeri di ieri segnalano un evidente scollamento con i vertici regionali. La sinistra ha scelto volontariamente le catacombe.

Fossimo nel segretario regionale Roger De Menech, ora staremmo addosso alla Moretti giorno e notte. Sappiamo che non ha abbastanza classe dirigente da metterle alle calcagna, ma ci provi. In modo che l’Ale non si faccia scappare altre clamorose gaffes come l’elogio dell’estetista, o certe sue uscite che si contraddicono letteralmente da un giorno all’altro. Il 28 novembre la Moretti diceva così: «in caso di vittoria ho dichiarato che mi impegnerò per la mia regione e resterò in Regione per cinque anni». Il 29 novembre, all’intervistatore del Corriere della Sera in un pezzo pubblicato logicamente il giorno dopo, diceva invece: «Se perdo con Zaia resto in Regione». Nella prima versione, logica vuole che, se sconfitta, dovrebbe restare dov’è, cioè nel parlamento europeo per cui è stata eletta appena sei mesi fa. La seconda versione è opposta: se perde, rimane in consiglio regionale. Generalmente si prende per buona l’ultima, e così facciamo. Ma nella vera campagna elettorale, con l’avversario che non te ne lascia scappare una, questi sono autogol. Dura far cambiare verso al Veneto, se si cambia versione ogni ventiquattr’ore.

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  • kairos

    La Moretti ha soffiato il posto al renziano della prima ora Variati, ora aspettiamo di sapere
    quanto Variati otterrà per aver rinunciato.

  • Enrico Veronese

    Salve, sono Enrico Veronese, referente regionale veneto per la comunicazione in area Civati. Il passaggio “non solo non ha avuto nessuna opposizione da parte dei bersaniani-cuperliani e civatiani, ma anzi ne ha ottenuto l’appoggio” per quanto ci riguarda non corrisponde al vero. L’area Civati ha sottoposto dieci domande tematiche ai tre candidati, lasciando libertà di voto: una piccola parte di coloro che vi si riconoscono ha poi votato la Moretti, così come altri hanno scelto la Rubinato, o l’astensione, o la scheda bianca. In ogni caso, Alessandra Moretti non ha ottenuto l’appoggio ufficiale o ufficioso di E’Possibile, la neonata associazione che si richiama alle posizioni di Civati. E’ gradita rettifica nel pezzo. Grazie.

    • Al Man

      Ha ragione: rettifica, anzi cancellazione di quell’improvvido “civatiani”, avvenuta.

      • Enrico Veronese

        ringrazio molto. buon lavoro

  • Mariano Fantinucci

    E i quattrini che Marchese e Orsoni vampirizzavano al MOSE chi è che se li è messi in tasca?

  • Mariano Fantinucci

    Vediamo se, tra le mille cose che dice di voler fare, ci racconta che fine facevano i quattrini che Marchese e Orsoni vampirizzavano al MOSE …….