Oppeano, cromo 385 volte sopra limite

Il sindaco di Oppeano avrebbe minimizzato l’entità del superamento dei valori di cromo presenti nelle acque di falda nei pressi dell’acciaieria della multinazionale russa NLMK. Questa l’accusa della lista civica di opposizione “Oppeano Città Viva” al sindaco leghista Luigi Pietro Giaretta. Il 6 settembre di quest’anno lo stesso aveva infatti parlato alla stampa locale di «valori leggermente superiori alla soglia di legge»: una tranquillizzazione fuori luogo secondo i consiglieri di minoranza, che hanno recuperato i verbali di un incontro fra il sindaco e i tecnici dei vari enti coinvolti in cui il rappresentante dell’azienda aveva dichiarato che la concentrazione di cromo totale rilevata era pari a 2.261 μg/l (livello massimo per legge: 50 μg/l) e cromo VI pari a 1.910 μg/l (livello massimo per legge: 5 μg/l).

La giunta comunale di Oppeano (guidata continuativamente dalla Lega Nord fin dal 1995) aveva emesso il 4 settembre una delibera che vietava l’utilizzo ad uso irriguo dell’acqua del canale “Pila Vallese” e del pozzo Bellorio proprio per ovviare a questo problema. Nonostante l’ordinanza sia stata rinnovata fino ad oggi, l’amministrazione comunale avrebbe continuato a rassicurare la cittadinanza: «Stupisce – si legge in una nota di “Oppeano Città Viva” – il fatto che il Vicesindaco ritenga di dover tranquillizzare i cittadini e smentire quanto affermato dall’opposizione, con il supporto di persone qualificate, nonostante a tre mesi dall’emanazione l’ordinanza relativa alle acque inquinate non sia ancora stata revocata, sintomo del fatto che la situazione non è certo migliorata. Quindi per logica, e visti i valori, non c’è nulla da tranquillizzare».

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