Padova: malissimo l’industria, bene terziario

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Dati neri per l’economia padovana quelli diffusi dalla Cisl Padova-Rovigo. Dal 30 settembre 2013 hanno chiuso ben 651 aziende: 2% di aziende nell’industria, -3,5% nell’agricoltura, -2,7% nelle costruzioni, -1,3% nel manifatturiero. Unico settore in controtendenza è quello del terziario, con un +1,5% di attività nell’ambito dei servizi alle persone e un +1,1% in quelle dedicate alle aziende.

«La crisi economica sta seminando un clima di sfiducia senza precedenti, ma ci sono problemi infrastrutturali da affrontare in tema –  spiega al Mattino il segretario generale della Cisl Padova e Rovigo Sabrina Dorio -. Penso, nel Padovano, a quelle strutture strategiche come la Fiera e la Zip che dovrebbero vestirsi di un nuovo e credibile piano industriale di rilancio per evitare la paralisi. La realizzazione del nuovo polo ospedaliero e del futuro Centro congressi che certamente garantirebbero maggiore competitività al territorio sotto i profili sanitario e turistico-congressuale anche in chiave regionale e internazionale».

«Padova è in attesa da troppo tempo – continua Dorio – di uscire da questa sofferenza economica che genera un aumento del disagio sociale. Per questo serve che gli enti e le associazioni di rappresentanza insieme alle categorie economiche si pongano urgentemente come obiettivo la progettazione del rilancio dell’economia locale per permettere di tornare a essere – in una città caratterizzata dalla presenza dell’università e della ricerca – un forte polo di attrazione».

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