Primarie venete, Lega: flop. Pd: avete paura

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«Ancora una volta il popolo democratico ha risposto presente anche se queste primarie sono state organizzate in poco tempo e con deficit di comunicazione. Non si può parlare di flop o di urne deserte: sono andate a votare quasi 40 mila persone, più del doppio degli iscritti veneti, e questo è un dato importante»: questo il commento della senatrice Pd Rosanna Filippin, già segretaria regionale, sull’esito delle primarie di coalizione del centrosinistra in Veneto.

«La vittoria schiacciante di Alessandra Moretti – continua Filippin – è un segnale che i contenuti battono le apparenze. Al di là dei soprannomi, al di là delle interviste, i veneti hanno scelto una candidata competente e con un bel programma alle spalle: ora si lavori tutti insieme per costruire la squadra e per perfezionare il programma. Certo sarà molto difficile battere Zaia, ma in questi quattro/sei mesi sono convinta che saremo capaci di costruire un’alternativa credibile».

Arriva inoltre anche il commento del portavoce parlamentare dell’Italia dei Valori Nello Formisano: «In uno scontro tra titani alle primarie del centrosinistra in Veneto, è ragguardevole il risultato conseguito dall’Italia dei Valori con il Consigliere regionale Antonino Pipitone che ha ottenuto il 4,2 per cento dei consensi. Questo dimostra – conclude – che su tutto il territorio, il partito e’ vivo piu’ che mai».

Ma le primarie del centrosinistra sono anche la prima occasione di ingaggio fra Pd e Lega Nord, i due grandi protagonisti della tornata elettorale del 2015. Il capogruppo del Carroccio in consiglio regionale, Federico Carner , commenta: «Al di là del trionfalismo di De Menech scopriamo che Moretti è stata scelta da 25.920 persone: dividendole per i Comuni del Veneto, fa nemmeno 45 voti: una cosa ridicola. Perché alle primarie in Puglia gli elettori aumentano rispetto al 2013, mentre in Veneto la montagna partorisce un topolino, nonostante l’attenzione dei media nazionali sull’appuntamento? Presto spiegato: è l’effetto Zaia. Quando – conclude Carner – hai un amministratore trasparente, concreto, che garantisce servizi senza aumentare le tasse, che tiene i conti in ordine, che pensa ai veneti prima che alle comparsate tv, l’elettore non cerca risposte altrove né vuole cambiare».

A stretto giro la risposta del segretario regionale del Pd Roger Demenech: «Lezioni di democrazia dalla lega non le accetto. Mi chiedo in quanti hanno scelto per la candidatura di Zaia presidente del Veneto, forse in tre? Quelle della Lega – aggiunge De Menech – sono dichiarazioni che fanno trasparire una certa paura. Hanno capito che Alessandra Moretti è una candidata credibile, che ha feeling con l’elettorato veneto. Poi, se sono così convinti di fare meglio perché non fanno le primarie anche loro? Dopo ci confrontiamo con i risultati»

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