«Moretti: dimettiti da europarlamentare»

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Ebbene, l’onorevole del Pd Alessandra Moretti l’anno venturo sfiderà Luca Zaia per la presidenza della regione Veneto. Al netto del lavoro fatto dall’estetista di cui la Moretti ci ha reso partecipi, è indubbio che rimane una bella donna dal sorriso suadente, tuttavia ho qualche perplessità che la sua candidatura possa rappresentare per il Veneto anche una ventata di aria fresca. Provo a fare mente locale sul suo excursus politico dalla discesa in campo ad oggi: nel 2003 si è candidata alle elezioni comunali di Vicenza nei Democratici di Sinistra (i post-comunisti) ma non viene eletta; nel 2007 cambia casacca per candidarsi senza successo alle elezioni provinciali di Vicenza in una lista generazionale “Under 35” a sostegno della candidatura di Giorgio Carollo, fondatore di “Veneto per il Ppe” che da poco aveva lasciato il ruolo di coordinatore di Forza Italia – Veneto.

Nel 2008 arriva la prima soddisfazione, si candida nella lista civica di centro-sinistra “Variati Sindaco” venendo eletta in consiglio comunale mentre successivamente varca le porte della Giunta come vicesindaco e assessore ma negli ultimi due anni si dividerà tra Vicenza e Roma per seguire la campagna elettorale per le elezioni primarie di Pier Luigi Bersani venendo nominata portavoce del comitato nazionale. Successivamente si candida alle elezioni politiche anticipate del 2013 ottenendo l’elezione alla Camera dei deputati ma non termina la legislatura perchè da li a poco per i motivi che ormai sono storia inizia la fase calante del leader piacentino del Pd, così la neo deputata lo abbandona a sé stesso per sposare la causa del sindaco di Firenze Matteo Renzi ormai lanciato inesorabilmente ai vertici della politica nazionale.

Arriviamo quindi al 2014 e alle primarie dello scorso fine settimana ma prima bisogna ricordare le elezioni europee di maggio per le quali la Moretti si candida venendo eletta a Strasburgo dopo aver ottenuto una marea di preferenze personali. Insomma, dopo avere letto il suo curriculum politico non credo basti il sorriso per farsi persuadere sulla certificata affidabilità di Ladylike; forse sarò in errore io, forse sarò spinto da una dose di partigianeria politica, ma i fatti rimangono tali al netto delle interpretazioni che prescindono anche dalle giustificazioni umane che comunque rientrano sempre sempre nella sfera del teatrino della politica. Il giudizio – a mio sommesso parere – può essere solo critico: Ladylike sarà anche giovane e oggi pure renziana ma sostenere che rappresenti il volto nuovo o qualcosa di innovativo suona abbastanza ridicolo, che poi sia pure una brava amministratrice è tutto da dimostrare.

Ordunque, partigianerie a parte, non depone molto a suo favore la scelta di non aver mai terminato un incarico per il quale è stata eletta, e non credo che tale giudizio lo si possa ritenere una speculazione politica anche se so bene che in una democrazia fondata sul suffragio universale contano i voti dei cittadini, e lei di voti fino a ieri se ne è portati a casa nonostante le piroette e i cambi di “casacca”. Però, fa specie pensare che con tutta probabilità chi l’ha votata sono gli stessi che vomitavano e vomitano giudizi di natura etico-morale nei confronti della politica in genere in quanto autoreferenziale e funzionale a se stessa quando la stessa Moretti non sembra essere un campione di integrità e coerenza. Miracoli italiani!

Per questo rimango convinto che utilizzare come un tram i ruoli istituzionali per i quali si è scelto di chiedere la fiducia ai cittadini per poi dimettersi nel giro di pochi mesi allo scopo di fare dell’altro, non sia la rappresentazione ideale di quel decantato cambiamento di cui la politica ha bisogno e di cui i suoi rappresentanti dovrebbero essere gli interpreti. Ora cosa farà l’europarlamentare Moretti? Pare abbia dichiarato che se perderà la sfida con Zaia – udite udite – lascerà lo scranno di Strasburgo per rimanere in consiglio regionale del Veneto.

Una domanda sorge spontanea: perchè non si dimette subito da parlamentare europea lasciando il posto a qualcuno che forse – dico forse – si impegnerà con maggiore convinzione e dedizione al ruolo che lei ha già scelto di abbandonare per “amore del Veneto”.
Oh! se si dimetterà domattina sarà sempre un elemento del suo partito che andrà a scaldare lo scranno di Strasburgo, quindi un soggetto che sosterrà le medesime logiche eurocratiche che stanno progressivamente suicidando l’Italia, ma in questo modo nessuno le potrà dire che da qui a marzo usufruirà dello stipendio da europarlamentare avendo la testa e il corpo già impegnato alla sfida elettorale con Luca Zaia. Per noialtri umili cittadini cambierebbe poco, ma nel suo curriculum da miss dimissioni il gesto non passerebbe certamente inosservato. Forse…

Alex Cioni

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