Vaccini: i numeri pro, i morti contro

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Lunedì è stata bloccata la cremazione di Lidia Mandruzzato, l’anziana 82enne morta una settimana dopo l’iniezione del vaccino. Il provvedimento è stato ordinato dal sostituto procuratore Sergio Dini in seguito all’esposto presentato dai figli dell’anziana, che soffriva di Alzaimer e a cui da numerosi anni veniva somministrato il vaccino anti influenza. Ora deciderà la magistratura se quest’ultimo c’entri o meno nella morte della madre.

Nel timore generale che si sta diffondendo attorno ai supposti effetti negativi dei vaccini è bene però fare il punto. Esclusi i due casi – ora argomento di inchiesta – delle morti della suddetta Lidia Mandruzzato e di una seconda paziente di 86 anni (con patologie pregresse e vaccinata Fluad), i dati del dipartimento di prevenzione della Regione parlano chiaro. Su venti milioni di dosi iniettate negli ultimi sedici anni le conseguenze gravi – ovvero i danni permanenti – accertate sono state nove. I decessi zero. Certo, in 5.006 hanno denunciato reazioni negative (orticarie, dolori articolari, febbri, mal di testa o vomito): ma si tratta, appunto, di una percentuale minuscola sul totale dei vaccini somministrati.

«Sui recenti casi padovani c’è un’intervento della magistratura e non mi pronuncio se non per dire che sono a completa disposizione della magistratura – spiega al Corriere del Veneto l’assessore alla Sanità Luca Coletto -, ma i numeri ci dicono che i vaccini sono sicuri e che sarebbe un errore gravissimo non vaccinarsi sull’onda dell’emotività. Personalmente non ho mai avuto bisogno di vaccinarmi, ma se dare l’esempio servisse a far capire l’importanza dei vaccini per le categorie a rischio sono pronto a farlo pubblicamente».

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