Tagli, la luce (stradale) no!

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“Value of money”, ovvero l’uso delle risorse pubbliche per produrre servizi che servano davvero al cittadino e che valgano il carico che inevitabilmente essi richiedono al contribuente. Sembra strano, ma gli anglosassoni hanno un termine che identifica questo atteggiamento, che vuole significare semplicemente la valutazione con raziocinio della spesa pubblica. Da noi, invece, è in voga una sola parola “spending review”. Termine rubato agli anglosassoni per descrivere i cosiddetti tagli, le sforbiciate o meglio ancora le castronate improvvisate, che i vari enti si prestano a doversi imporre. Dovere per far quadrare i conti e non sforare il patto di stabilità.

In mezzo a tutte queste terminologie fashion, dal Jobs Act, alle slides, alla spending review ci siamo (o meglio, si sono) dimenticati di cambiare atteggiamento, non solo nelle conferenze stampa ma anche nelle sale delle decisioni. Qualche tempo fa il commissario spending review Cottarelli (governo Letta) esprimeva un suo appunto sull’illuminazione pubblica tradotto in «Basta con la paura del buio! Bisogna tagliare la luce!». Un’altra “gaffe” era stata fatta anche dell’allora ministro Barca (governo Monti) che, presentando la proposta di efficientamento energetico, giustificò il taglio imminente dell’illuminazione pubblica, spiegando: «I cieli sono meravigliosi, così torneremo a vedere le stelle dalle nostre strade. La gente protesta? Ognuno ha i suoi gusti, noi adoriamo vedere le stelle». Follia? Degenero politico? Certamente sì.

Basterebbe infatti accompagnare tutti questi amanti delle stelle in una passeggiata nelle periferie italiane, in un’attesa alla fermata del bus o in una stradina interna per raggiungere casa, per capire quanto la luce sia fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Per divulgare qualche numero, il Ministero dell’Interno evidenzia un dato allarmante: +25.4 la percentuale di cittadini che nel 2014 hanno denunciato un furto in abitazione, parlando solo del territorio vicentino. E’ quindi evidente che di fronte alla recrudescenza del fenomeno delle rapine in casa, l’illuminazione di strade e altri luoghi pubblici sia fondamentale per contribuire al benessere collettivo da più punti di vista e cercare di attenuare questo grave dato.

Ciò che stupisce, in tutto ciò, è che sempre più sindaci – anche in Veneto – prediligano di passare dalla parte dei burocrati, spegnendo con faciloneria qualche lampione, piuttosto che stare rigidamente dalla parte dei cittadini e tagliare tutto il “tagliabile”, compreso qualche spreco. O meglio ancora, gestendo razionalmente ciò che si può fare rispetto a ciò che non si può fare. Sarebbe proprio il caso di far conoscere lo spirito anglosassone del “Value of money” anche a molti nostri amministratori. Questo permetterebbe di imparare a valutare se alcuni interventi di spesa producano effettivamente valore per la collettività – e non solo per qualcuno – e se siano davvero delle priorità. Infatti, a poco servono le grandi opere e i mega interventi faraonici se poi non si può nemmeno passeggiare la sera, con serenità, per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Idem sul piano nazionale. Cosa ce ne facciamo delle slides e degli 80 euro se poi per strada manca la luce? Incredibile ma vero, nel 2014 occorre dire, spiegare e argomentare il perché del “toglieteci tutto ma non la luce”.

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