Dioma, niente operai: eredita una dirigente

La notizia aveva fatto il giro d’Italia, riempiendo le colonne di autorevoli giornali nazionali: alla morte il fondatore della Dioma srl di Vicenza aveva lasciato la fabbrica ai suoi dipendenti. O almeno: di questo erano convinti gli stessi dipendenti, che certo non si aspettavano che la notizia avrebbe fatto scalpore in in tutto il paese. Peccato che all’apertura del testamento, avvenuto subito dopo il funerale laico in fabbrica, tale “sensazione” dei dipendenti si sia rivelata infodata.

A ereditare tutta l’azienda è stata invece Cristina De Rosso, entrata in azienda trent’anni fa come segretaria e ora responsabile amministrativo e procuratrice della società. A nome dei dipendenti parla Manillo Clavena, responsabile commerciale dell’azienda: «Siamo ben felici che sia andata così perché per noi era fondamentale proseguire con il team di lavoro formato dal fondatore e titolare Leonardo Martini. Cristina è una collega, ora assume un nuovo ruolo, ma ci permetterà di proseguire con il nostro modo di lavorare di sempre».

Eppure Antonio Bicego, consulente del lavoro e amico da una vita del fondatore Leonardo Martini, non ci vuole ancora credere: «Ciò che Lalo mi diceva era un’altra cosa, non quello che è uscito dal testamento – ha ripetuto Bicego ai microfoni di Radio Rai1 -. Quello che so io, è che ci sarebbero stati 23 eredi e quanto affermano ora i vertici aziendali mi giunge nuovo. Io continuo a credere a quello che mi ha detto Lalo prima di morire»

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