Benzina, giù prezzi e consumi. Governo: «selfizzazione»

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«E’ da almeno quattro anni che la benzina non raggiungeva prezzi così bassi», è l’allarme lanciato da Mariano Peraro, presidente di Faib, Federazione autonoma italiana benzinai. Per la prima volta sotto le feste ci sarà uno sconto sul carburante, e con un po di attenzione si potrà anche scendere al di sotto dell’euro e mezzo al litro.

Stando al sito Prezzi Benzina, il costo medio di un litro di benzina (servito) a livello nazionale è di 1,683 euro, mentre per il diesel è 1,608. I distributori veneti – in totale sono circa 1.900 gli impianti – sono tra i più economici, il primo si piazza al settimo posto in Italia: è  il Tamoil di Federica Peraro in via Montà a Padova, dove il diesel ieri si vendeva a 1,374 il litro (1,460 la benzina).

Valori molto al di sotto rispetto a qualche tempo fa, quando si temeva la soglia dei due euro. «Ma i consumi non aumentano», denuncia Moreno Parin, presidente della Figisc che rappresenta 230 distributori nel Trevigiano, 240 nel Veneziano e 150 nel Padovano. «Ad ottobre, abbiamo registrato rispetto allo stesso mese dello scorso anno un -1,7% sulla benzina e un +1,5% sul gasolio. Ma da inizio anno siamo a -4% sulla benzina e -1% sul diesel dopo le notevoli perdite dell’anno scorso».

Insomma, gli automobilisti guidano meno nonostante il calo del 3-5 % dei prezzi. Così l’unica prospettiva che si apre sul settore è quella della completa «selfizzazione» che finirà per sostituire la figura del benzinaio. «Lo scorso 25 novembre il Governo ha liberalizzato le licenze degli impianti “ghost”: adesso si possono trasformare in automatici per 24 ore al giorno tutti i distributori, anche quelli in centro», spiega Mario Rosina, segretario del Faib. Così, c’è chi ha tradotto la tendenza in un epitaffio, quello della «morte del benzinaio»: ormai non conviene più a nessuno «servire» il cliente, al massimo vengono gestite attività collaterali nello stesso piazzale. A poco a poco le grandi compagnie distruggeranno la rete locale e finiremo come in Francia a fare il pieno a cinquanta chilometri di distanza».

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