Mafia Capitale, due sequestri a Limena

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Il Tribunale di Roma ha posto sotto sequestro parti di quote di due società padovane riconducibili a Riccardo Mancini, uno dei grandi indagati nell’inchiesta “Roma Capitale”. Le aziende in questione, entrambe con sede a Limena ed entrambe operanti nel campo del trattamento dei rifiuti, sono la Terni Scarl e la società consortiva Bellolampo Scarl. Il legame con Mancini sarebbe il figlio dello stesso, titolare della Società Generale Rifiuti di Roma, che appunto detiene il 40% della prima e il 10% della seconda.

Riccardo Mancini, 56 anni, è attualmente in stato di arresto per tentata estorsione e accusato di associazione di tipo mafioso in concorso . In gioventù ha militato nel gruppo terroristico neofascista Nar e, diventato un “fedelissimo” di Gianni Alemanno, è stato nominato amministratore delegato di Eur s.p.a., l’ente statale incaricato di gestire i palazzi di pregio dell’omonimo quartiere romano.

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