Moretti-Marzotto, amore vincente

La voce continua a rimbalzare, mai confermata, da Bruxelles a Vicenza, da Vicenza ai palazzi della politica romana, passando per la Rai e poi ancora indietro a Valdagno, per poi rischizzare in Belgio e giungere a Creazzo, sul cui colle pare fiorisca il romanticismo. Sembra che tra l’eurodeputata democratica Alessandra Moretti,  e il rampante Matteo Marzotto, sia sbocciata una profonda amicizia, una liaison amoureuse, tenuta ben al riparo dal gossip. Finora.

I due sono fatti l’uno per l’altra. Imprenditore di successo lui, classe ’66 (l’anno in cui i Rolling Stones pubblicavano Aftermath, i Beatles si esibivano per l’ultima volta live e il Vaticano aboliva l’Indice dei libri proibiti), figlio di Umberto Marzotto e della mitica Marta Vacondio, Matteo è uno degli imprenditori italiani più noti. Attivo nel sociale e nelle attività sportive, il rampollo di una delle casate industriali italiane più conosciute al mondo è anche, se si vuole, un uomo delle istituzioni. Giacché presiede anche Fiera di Vicenza, una spa a capitale quasi interamente pubblico. Non solo: ma “insegna” ai giovani aspiranti manager dalla presidenza della prestigiosa scuola specializzata Cuoa di Altavilla. Ha sul groppone un rinvio a giudizio per evasione fiscale, ma che volete che sia: in Italia, senza una magagnetta giudiziaria, non sei più nessuno.

Dall’altra parte c’è lei, Alessandra detta Ale, nata nel capoluogo berico nel 1973, anno in cui Martin Cooper negli Usa faceva la prima telefonata in pubblico con un cellulare da un chilo e mezzo ispirato al «communicator» di Star Trek, e sempre negli States scoppiava il caso Watergate. L’Ale calca la grande ribalta mediatica da meno tempo rispetto a super Matteo, ma già con dovizia di prime pagine e flames sui social network: nel mondo della politica-spettacolo, sa far notizia (anche per un bacio in spiaggia al conduttore televisivo Giletti, o per lasciarsi andare davanti alla telecamera teorizzando la donna “Ladylike”). E come donna in carriera ha bruciato le tappe con una velocità impressionante: nel 2008 vicesindaco della città del Palladio, membro della segreteria nazionale del partito, poi deputato a Roma, subito dopo eurodeputato benedetto da 240.000 preferenze renziane e ora in corsa come governatore veneto a contendere la vittoria ad un peso massimo del Carroccio come Luca Zaia.

Se stanno davvero insieme, Ale&Matteo, formerebbero  la coppia ideale: rappresentano al meglio il tipo “vincente” di oggi. E se dovessero smentire, noi non ci crederemmo: perché non possono non stare insieme due così.

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