Porto Tolle, la “cricca del Po”

Avrebbero predisposto e avvallato come urgenti lavori di arginatura subacquea del Po a Porto Tolle e a Castelmassa senza che tali lavori di urgente nulla avessero. Questa è l’accusa che pende su quattro dipendenti l’ufficio periferico di Rovigo dell’Aipo (l’Agenzia Interregionale per il fiume Po) accusati a vario titolo di corruzione, truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture per un giro d’affari totale di mezzo milione di euro.

In tal modo avrebbero favorito e procurato un ingiusto profitto ad alcune imprese che realizzano le opere di messa in sicurezza arginali e che forniscono pietrame. Per questo fra gli indagati si trovano anche tre imprenditori: Francesco Barbetta, 68enne di Vo (Padova); il 67enne di Porto Viro Otello Orlandini e il 64enne di Porto Tolle Umberto Zanellato. Proprio Orlandini avrebbe collaborato con la giustizia ricostruendo il meccanismo criminale.

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