Province venete, 1300 dipendenti da piazzare

Arriva la seconda fase della riforma delle Province. Dopo la fase “istituzionale”, col rinnovo dei consigli provinciali per la prima volta eletti dai consiglieri dei comuni afferenti all’ente, si passa a quella di “bilancio”, col taglio dei finanziamenti: un miliardo nel 2015 che diventeranno 3 nel 2017. Il ragionamento è semplice: a meno funzioni dell’ente devono corrispondere meno finanziamenti. Le nuove province avranno quindi un bilancio tagliato del 50%, mentre le città metropolitane (Venezia, per esempio) del 30%.

L’Unione delle Province Italiane ha calcolato quanti esuberi dovranno effettuare gli enti secondari per rispettare questi vincoli di bilancio. I dipendenti non saranno però licenziati tout court, ma saranno invece riassegnati ad altri enti statali. Non un problema per grandi realtà urbane come Roma e Milano, un po’ di più per le Province demograficamente più deboli.

In Veneto i dipendenti che dovranno esser ricollocati in altre amministrazioni sono 1356, così disposti: Belluno 126, Padova 219, Rovigo 147, Treviso 283, Venezia 158, Verona 236, Vicenza 187.