Contorta, l’ombra di Mazzacurati su Costa

Una relazione degli investigatori della Guardia di Finanza di Venezia rivela che Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani, e Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, subito dopo la loro scarcerazione – nel marzo 2014 – hanno ricominciato a effettuare pressioni. In questo caso la “grande opera” presa in considerazione era lo scavo del Canale di Contorta, che dovrebbe consentire il passaggio delle Grandi Navi nella laguna evitando il passaggio per Venezia.

Nel marzo 2014 Baita, insieme ad Attilio Adami (presidente della «Protecno srl» di Noventa Padovana) chiese a Mazzacurati di fare pressioni su Paolo Costa, presidente dell’autorità portuale veneziana, perché assegnasse al Consorzio e alla Mantovani lo scavo (per un valore stimato fra i 200 e i 300 milioni). Dalle intercettazioni emerge che, in seguito al colloquio fra Mazzacurati e Costa, il primo abbia rassicurato Baita sull’attenzione riservata dal secondo alla sua sollecitazione. Poco più di un mese fa Paolo Costa era intervenuto sulla stampa locale per rilanciare il progetto, considerato come «inevitabile».