Gabriele Clima “Roby che sa volare”

Spalancare le braccia, scivolare nell’aria e farsi trasportare lontano. In una parola: volare. Roby lo fa spesso. A casa, a scuola, per strada, al supermercato: il bambino ascolta il richiamo del vento e si stacca dalla realtà con la leggerezza di un uccello. Ma questo suo modo di librarsi lontano dalle cose e dalle persone di tutti i giorni non piace granché a chi gli sta intorno perché finisce per causare disastri, perché lo fa apparire strambo o perché lo fa distrarre più di quanto non sia concesso. Succede perciò che i compagni di scuola lo sbeffeggino, che il preside lo sgridi o che la supplente lo faccia controllare a vista dal bidello per evitare guai.

Tutte energie sprecate. Il vento non si fa imbrigliare da chi pone insensati divieti o da chi, semplicemente, non ne coglie il sussurro. Così Roby continua a prendere il volo, sotto gli occhi preoccupati ma pazienti della mamma. Fino a che  una figura sensibile e attenta come quella della maestra Serena non offre al bambino le redini con le quali cavalcare il vento senza farsi trasportare via sfrenatamente.

Nella storia di Roby si legge la diversità di tanti bambini iperattivi o con disturbi dell’attenzione e l’importanza di dare un senso alle loro cavalcate in mondi distanti e distratti.

L’autore, Gabriele Clima, racconta una realtà così delicata e di cui ancora si parla molto poco, accompagnato dalle illustrazioni di Cristiana Cerretti. Ne nasce un libro che, pur non nascondendo del tutto il suo intento di “parlare di…”, sa sussurrare con garbo e fantasia alle orecchie dei lettori.

 

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