Un Goldin val bene una Santa Messa

«Finalmente dorme», sospirò Maria rivolta a Giuseppe: «Sono molto felice ma esausta. Mi corico un po’ qui, accanto al bambino. Riposati anche tu, marito mio». «Maria, amatissima sposa, non possiamo, lo sai. Siamo nel presepio della cattedrale, tra poco c’è la S. Messa e dobbiamo stare ai lati del bambino, tu in ginocchio e io in piedi, fermi come statue. Fatti forza». «Va bene Giuseppe, farò come vuoi tu». Ciò detto Maria si addormentò di colpo con un braccio abbandonato sulla mangiatoia.

Si svegliò che era appena l’alba. Suo figlio piangeva disperato in braccio a Giuseppe che lo cullava più disperato di lui: «Ha fame» disse e lo posò in grembo alla madre. Poi si avviò a raccogliere un po’ di legna per accendere il fuoco. «Giuseppe, – lo fermò Maria, mentro Gesù le si attaccava al seno – ieri sera ho rovinato tutto, non è vero? I fedeli sono venuti, mi hanno vista addormentata e subito se ne sono tornati a casa scandalizzati».  «No, mia amata, non ti ha visto nessuno perché non è venuto nessuno. Il vescovo è rimasto sulla porta per ore a guardare la fiumana di uomini e donne, vecchi e bambini diretti alla mostra che si tiene qui a due passi. L’hanno aperta nelle stesse ore in cui un tempo quasi tutti si preparavano alla S. Messa di Natale. Ad accoglierli c’erano personaggi che non conosco, ma importanti, dicono: Jacopo Bulgarini d’Elci, Marco Goldin e variati altri. Un successo strepitoso, pare. Gli ultimi visitatori stanno tornando a casa adesso».

«Ma qui da noi, non è venuto proprio nessuno?». «Te l’ho detto, neanche un’anima». «Non è possibile. Non ci credo». «E invece è andata proprio così. Passata la fiumana senza che nessuno entrasse in cattedrale, il vescovo era talmente umiliato che ha sprangato le porte ed ha fatto un giro penitenziale per le chiese della città. Tutte vuote,  tutti alla mostra. E’ stato allora che il mite Beniamino ha ruggito come un leone ferito e ha comminato l’interdetto a Vicenza: «Non riaprirò le porte di nessuna chiesa fino a quando autorità e popolo, vestiti di sacco e con la cenere sul capo, non saliranno in ginocchio fino a Monte Berico e non vi rimarranno finché lo vorrò io». «Sul serio ha detto così?». «Altroché! A Natale può succedere veramente di tutto».

«Se le cose stanno in questo modo temo che resteremo chiusi qui dentro per molto tempo. Peccato. Perché i cieli notturni di Van Gogh li ho sempre amati e mi sarebbe piaciuto rivederli con te». «Sul serio andresti a vedere la mostra organizzata da chi ti ha offeso mentre avevi le doglie e non ha onorato il Salvatore del mondo appena nato, preferendogli Tutankhamon?». «Se sono stati maleducati loro, Giuseppe mio, perché dovremmo esserlo anche noi?».