Emra, l’italiano “profugo”: non andrà in Serbia

C’è un ragazzo di 22 anni nato a Napoli e da sempre residente nel Comune veneziano di San Donà di Piave che fino a qualche giorno fa rischiava di essere “rimpatriato” in Serbia perché non in regola coi documenti. Si chiama Emra Gasi ed è figlio di genitori serbi, rifugiati in Italia con permesso di soggiorno illimitato nel 1991. La sua è una storia di marginalità estrema: il padre è morto l’estate scorsa, la madre è analfabeta e il fratello è ammalato dello stesso male che ha stroncato il padre. Così quando Emra ha compiuto 18 anni nessuno si è curato di dirgli che avrebbe dovuto chiedere i nuovi documenti.

Il ragazzo ha un handicap cognitivo certificato dal suo medico curante. In novembre era stato fermato per un controllo a San Donà di Piave, dove risiede dal 2000: le forze dell’ordine, non trovandolo in regola con i documenti, lo avevano segnalato e il giovane era stato mandato al Cie di Bari. Da lì, grazie all’aiuto del suo concittadino Denis Mazzon e dell’avvocato Uljana Gazidede, è riuscito finalmente ad uscire ottenendo un permesso di soggiorno per motivi umanitari.