Gruppo Burgo, ristrutturazione da 700 milioni

Si attendono buone notizie sul piano di ristrutturazione dall’assemblea del Gruppo Burgo di oggi. La società, uno dei principali produttori europei di carte grafiche e speciali, sta attualmente attraversando una profonda crisi, tale da spingere gli oltre 4 mila dipendenti degli stabilimenti italiani (1.200 solo in provincia di Vicenza) a convocare qualche settimana fa uno sciopero nazionale.

Il consiglio di amministrazione di ieri della Holding Gruppo Marchi (Hgm), che possiede il 50,5% della capitale azionario del Gruppo, sembra infatti aver appianato le divergenze sul futuro della società che hanno diviso negli scorsi mesi la famiglia Marchi. Il 16 dicembre scorso i tre rami della famiglia (che fanno riferimento rispettivamente a Aldo, Guido e Marco Marchi) non avevano trovato un accordo sulle delibere attuative del piano di ristruttuazione.

Lo stesso prevede l’emissione da parte di un gruppo di banche di strumenti finanziari partecipativi per 200 milioni (a cui si sommano altri 100 milioni di convertibile) e la conferma e l’affidamento fino al 2017 di 400 milioni di linee cash. In cambio gli istituti finanziari otterrebbero alcune posizioni del board del Gruppo.