Lessinia, «class action» contro i lupi

In Alta Lessinia i lupi fanno paura. E non si escludono mezze misure, compresa quella di una «class action» contro i responsabili regionali, nazionali ed europei del progetto di conservazione. È quanto proposto da Fabio Erbisti e Claudio Melotti, sindaci di Roverè e Bosco Chiesanuova, che si sono fatti portatori delle preoccupazioni dei loro colleghi delle Prealpi Veronesi.

Lo scorrazzare di branchi di lupi che spinti dalla fame si avvicinano sempre più a case, campi e fattorie, ha già provocato diversi danni all’economia della zona. Questo fenomeno mette infatti a dura prova le attività di allevamento e pastorizia: «Non è solo il danno per il capo predato» fanno presente i sindaci al quotidiano L’Arena, «ma anche patrimoniale che si crea ad esempio ai proprietari di malghe che non vengono più affittate dagli allevatori per paura di perdere dei capi durante l’alpeggio. Ci sono danni diretti che finiscono nelle fauci dei lupi e danni indiretti con perdite considerevoli del valore del proprio patrimonio».

L’appello per un’azione coordinata a livello nazionale potrebbe essere raccolto anche da 16 Comuni dell’Appennino parmense che nei giorni scorsi si sono rivolti alle istituzioni (Regione, Prefettura, Provincia, Corpo forestale) per chiedere provvedimenti contro il medesimo problema. Per il momento, Erbisti e Melotti hanno contattato un legale esperto in materia faunistico-ambientale per capire quali azioni si possano intraprendere per limitare i danni e chiedere risarcimenti: «il territorio è un bene collettivo – continuano i sindaci – è giusto che sia la collettività, con una class action, a chiedere il risarcimento almeno in sede civilistica, quando non ci sia una responsabilità penale. Non escludiamo nessuna strada».