Leggere scrivere far di conto. E programmare

Coding! La prima volta che ho trovato questo termine applicato al mondo della scuola è stata alla fine dello scorso anno scolastico (maggio/giugno 2014) quando, navigando in rete, ho letto di sperimentazioni didattiche per formare gli studenti ai concetti base dell’informatica al fine trasformarli, da fruitori passivi di software e applicazioni, a costruttori di programmi per gli artefatti cognitivi.

Confesso il mio scetticismo iniziale circa il possibile successo dell’operazione: siccome da sempre mi occupo del rapporto tra didattica e nuove tecnologie e della complicata gestione delle Tlc da parte delle scuole, da subito ho pensato alle difficoltà che si potevano incontrare sia nell’ordine dell’accettazione dei colleghi docenti (molti dimostrano ancora una forte ritrosia verso le tecnologie), sia per gli inconvenienti circa l’utilizzo di connessioni lumaca e materiale tecnologico, hardware e software, sempre più lento e obsoleto, e sia, infine, per l’interesse all’informatica (non la tecnologia) da parte degli studenti che sembra in forte declino.

Lo scetticismo iniziale si  affievoliva man mano che ho iniziato a esplorare il materiale a disposizione su “Programma il futuro” convincendomi che la maniera più semplice e divertente di sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione (coding ) in un contesto di gioco. Da molti informatici, il pensiero computazionale viene proposto come quarta abilità di base: oltre a leggere, scrivere e far di conto, la scuola dovrebbe aggiungere il pensiero computazionale come abilità da insegnare ad ogni bambino.

Convinto delle potenzialità del progetto, abbiamo aderito, a livello di istituto alla sperimentazione della European Code Week dall’11 al 17 ottobre 2014 elaborando i contenuti della piattaforma “Programma il futuro”. Gli alunni si sono entusiasmati alle numerose attività proposte apportando il loro contributo, ciascuno in base alle proprie capacità, alla progettazione dei percorsi al fine di portare il protagonista del gioco al superamento delle difficoltà incontrate (labirinto o artista). Alcuni alunni hanno dimostrato innate potenzialità progettuali e logiche elaborando soluzioni da piccoli ingegneri informatici. Dall’8 al 14 dicembre si è festeggiata in tutto il mondo la Settimana di Educazione all’Informatica; in questa settimana abbiamo partecipato come Istituto alla “Hour of Code” attivando una serie di attività per promuovere e implementare il coding ed il pensiero computazionale, che va al di là dell’ alfabetizzazione digitale

E’ infatti essenziale che le nuove generazioni siano in grado di affrontare la società del futuro non da consumatori passivi di tecnologie e servizi, ma da soggetti critici,  attori attivamente partecipi del loro sviluppo. Essendo anche tutor presso l’Università degli Studi del Molise a Campobasso, nel corso di laurea di Scienze della Formazione Primaria, stiamo realizzando un progetto laboratoriale per avvicinare al concetto di pensiero computazionale e di coding anche gli insegnanti della scuola del futuro.

Giuseppe D’Aloisa

“Leggere, scrivere, far di conto e… programmare”
 nova.ilsole24ore.com
18 Dicembre 2014

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