Pedemontana veneta, allarme sui costi

I costi della Pedemontana veneta sono lievitati di 290 milioni rispetto al progetto preliminare, quasi il 15% del totale. Questo unito all’incremento dei tempi di realizzazione, alla sfasatura tra impegni annuali e assenza di pagamenti avvenuta preoccupa la Corte dei Conti, che vuole vederci più chiaro e impedire altre emorragie finanziarie.

Ecco perchè la Corte ha msso nel mirino l’intera gestione finanziaria del progetto. Nel 2015 ha in programma un’indagine sulla superstrada Spresiano-Dueville, l’unica in Italia che sarà soggetta a pedaggio. A stabilirlo la delibera dell’11 dicembre scorso, firmata dalla Sezione centrale di controllo che si occupa di seguire la gestione delle Amministrazioni dello Stato.

La Pedemontana Veneta rientra fra le opere infrastrutturali che secondo lo Stato presentano «elementi sintomatici di criticità», e il suo iter è al vaglio degli appositi nuclei di monitoraggio della spesa. La delibera fissa l’indagine del 2015 all’interno del più vasto piano di attività nel triennio 2015/2017. «La superstrada a pedaggio Pedemontana veneta, inserita nel piano regionale dei trasporti della Regione già nel 1990, ha avuto una gestazione assai travagliata, durata oltre un ventennio – rilevano i magistrati dell’organismo delle Corte dei Conti – il costo aggiornato dell’opera è pari a 2.280 milioni di euro, quando in sede di approvazione del progetto preliminare risultava essere pari a 1.990 milioni di euro».

Di qui gli obiettivi dell’indagine-ricognizione: «La Corte dei Conti, esplicitamente, punta a ricostruire l’attuale stato di avanzamento dei lavori e ad accertare le cause degli incrementi dei tempi di realizzazione e dei costi dell’opera rispetto a quelli preventivati». E ancora nel mirino della Corte dei Conti finisce la stessa politica degli stanziamenti finanziari: si vuole ricostruire anche «le motivazioni che hanno portato, dal 2011 in poi, ad avere una discrasia tra consistenti impegni finanziari e la totale assenza di pagamenti, sia in conto capitale che in conto residui». Ma l’ultimo appunto che muove la Corte dei Conti è forse quello destinato ad avere più echi. La sezione della corte dei Conti scrive infatti: «L’indagine mira ad esaminare se la gestione delle risorse finanziarie per la realizzazione dell’intervento strategico abbia effettivamente corrisposto ai canoni della legittimità, efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa».