Tav sotto ville palladiane, messa in mora Unesco

Pubblichiamo il testo della lettera del 30 dicembre 2014, a firma della Prof.ssa Francesca Leder (Osservatorio Urbano-Territoriale di Vicenza-OUT), inviata ai vertici Unesco relativa alla prossima approvazione di uno studio di fattibilità per il potenziamento della linea ferroviaria dell’Alta Velocità nel tratto Verona-Venezia previsto nell’ambito del sito UNESCO di Vicenza. La preoccupazione principale della professoressa Leder a riguardo concerne la realizzazione di un tunnel che da Monte Berico passerebbe proprio sotto a siti protetti dalla convenzione Unesco come Villa Valmarana ai Nani e Villa La Rotonda.

La Leder cita il paragrafo 172 dellaLinee guida operative per l’attuazione della convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale”: «Il comitato invita gli Stati membri ad informarlo della loro intenzione di intraprendere o di autorizzare, in area protetta dalla Convenzione, lavori importanti di restauro o nuove costruzioni che possono incidere sull’eccezionale valore universale del bene. Tale comunicazione deve essere fatta al più presto (ad esempio prima di realizzare i documenti base del progetto) e prima di prendere qualsiasi decisione che sarebbe difficile da ribaltare, affinché il Comitato possa offrire assistenza nella ricerca delle soluzioni adeguate per assicurare che il valore del bene sia mantenuto».

In base alla lettera della Leder, l’ufficio Unesco del MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali), ha inviato una missiva al Comune di Vicenza, firmata da direttore dell’Ufficio Unesco del MiBACT Gianni Bonazzi, chiedendo informazioni sugli impatti che il progetto di attraversamento del territorio vicentino della ferrovia Alta Velocità/Alta Capacità può arrecare al sito Unesco di Vicenza.

La lettera (che alleghiamo in forma integrale),

Qui il testo integrale della lettera

 

Dott. Kishore Rao
Direttore World Heritage Centre (UNESCO) Parigi

Dott. Stefano De Caro
Direttore – Generale International centre for the Study of Preservation and Restoration of Cultural Property (ICCROM) Roma

Dott.ssa Regina Durighello
Direttore World Heritage Programme (ICOMOS) Parigi

Dott.ssa Petya Totcharova
Responsabile di Unità Unità Europa e Nord America World Heritage Centre (UNESCO) Parigi

Dott. Gianni Bonazzi
Direttore Ufficio UNESCO MiBACT Roma

Gentilissimi Signori,
giusto vent’anni fa, nel 1994, l’UNESCO iscriveva la città di Vicenza, luogo nel quale si conservano le opere più note del Palladio, nella Lista del Patrimonio Mondiale (Vicenza City of Palladio 712 C “i” e “ii”). Com’è noto, nel 1996, il riconoscimento è stato esteso a tutto il complesso delle ville progettate da Palladio e disseminate nel territorio del Veneto (sono venticinque), dando particolare rilievo a quelle ubicate nella provincia di Vicenza (sedici).
Molti cittadini, direttamente impegnati e non in associazioni per la tutela del paesaggio culturale, del patrimonio naturale e ambientale, ritengono che il grande valore di questo patrimonio culturale non sia stato adeguatamente promosso se non in quanto fruttuoso catalizzatore turistico imperniato sulla capacità attrattiva delle singole opere palladiane (la Basilica, Palazzo Chiericati, Palazzo Barbaran da Porto, il Teatro Olimpico, la Villa La Rotonda, tra le tante) quasi sempre isolate (estraniate) dal loro contesto.

In particolare nulla di specifico è stato messo in campo al fine di conservare il paesaggio e l’ambiente a ridosso del centro storico di Vicenza, intimamente legati alla genesi e alla ragion d’essere di questi straordinari monumenti. Un paesaggio culturale che, citando gli stessi scritti di Palladio, ha rappresentato la fonte privilegiata della sua straordinaria ispirazione e che, malgrado i pesanti cambiamenti imposti dallo sviluppo economico ed edilizio più recente, è riuscito ad arrivare a noi ancora ricco di evocativa bellezza. Lo scorso mese di agosto (12/08) ho fatto pervenire alla vostra attenzione una lettera nella quale esprimevo tutta la preoccupazione, mia e di molti concittadini, per gli effetti devastanti provocati al paesaggio palladiano dal completamento di un imponente quartiere multifunzionale, costruito su una piccola e fragilissima lingua di terra circondata dai due fiumi che attraversano la città, il Bacchiglione e il Retrone, e posta all’imbocco del centro storico. L’insediamento edilizio sorto per ospitare funzioni direzionali, commerciali e residenziali si trova a poche centinaia di metri dalla Villa La Rotonda, opera simbolo della produzione architettonica palladiana, a ridosso della Villa Valmarana ai Nani, meravigliosamente affrescata dal Tiepolo, e ancora, a un passo dalle rinomate Scalette di Monte Berico che rappresentano lo scenografico accesso da sud alla dolce collina che domina la città.

A distanza di pochi giorni (21/08) ho ricevuto una cortese e rassicurante risposta da parte della dott.ssa Totcharova, ma da allora non ho avuto più alcuna notizia. Per quanto mi è dato sapere, nessun atto è stato compiuto per sanzionare l’immenso danno, quasi certamente irrimediabile, arrecato al patrimonio culturale mondiale, esito di due atti amministrativi (varianti agli strumenti urbanistici) approvati dall’Amministrazione comunale nel 2004 e nel 2009. Conseguenza di queste scellerate decisioni, è stata la cancellazione dell’originaria bellezza di questo pezzo di paesaggio, la distruzione di un patrimonio culturale che, secondo i dettami della convenzione internazionale sottoscritta dall’Amministrazione comunale di Vicenza all’epoca del riconoscimento e continuamente rinnovata, non solo avrebbe dovuto essere tutelato, ma anzi potenziato. Un gesto irresponsabile e arrogante che ha cancellato in modo definitivo la vista alla collina da sud, alterando, contestualmente, quella verso il centro storico.

Ora, come se ciò non bastasse, un’altra follia sta per segnare in modo indelebile il destino del patrimonio culturale mondiale legato all’opera palladiana. Ciò che appare ancora più grave è che alcune scelte urbanistiche devastanti per il nostro territorio stanno per essere assunte senza che i cittadini possano in alcun modo discutere e ragionare pubblicamente ed esprimersi su quanto si va proponendo, avendo elementi certi per poter capire se tutto ciò è necessario e utile alla comunità locale.
Nei prossimi giorni    l’Amministrazione comunale si appresta ad approvare lo studio di fattibilità relativo al potenziamento della linea ferroviaria AV/AC che collega Verona a Venezia (si veda http://www.comune.vicenza.it/uffici/dipterr/mobilita/tav/). Il progetto, presentato con un pesante corredo infrastrutturale richiesto espressamente dall’Amministrazione comunale, stravolgerà il sistema urbanistico della città intaccando tanto il centro storico quanto le aree immediatamente attigue (le importanti aree tampone) grazie alla realizzazione di un gran numero di opere complementari.

L’opera che preoccupa tutti maggiormente è un lungo tunnel (14 metri di ampiezza, 17 di altezza e 1.150 di lunghezza) che attraverserà la collina di Monte Berico da ovest a est. In particolare, lo sbocco a est del tunnel è stato collocato proprio sotto la Villa Valmarana ai Nani (quindi a poche centinaia di metri dalla Villa La Rotonda) per farlo poi proseguire oltre il fiume Bacchiglione grazie ad un nuovo ponte di servizio a cui ne sarà affiancato un secondo, con la funzione di convogliare il traffico proveniente da sud. E’ evidente che il tunnel, oltre ad arrecare i danni ai capolavori d’arte e d’architettura appena citati, comprometterà per sempre la bellezza del paesaggio rurale di frangia che circonda la città creando, allo stesso tempo, fortissimi disagi ai quartieri residenziali posti a sud.
Per tutte queste ragioni, sono a chiedervi un deciso intervento di approfondimento che possa costituire un segnale di speranza per i cittadini di Vicenza i quali, per le ragioni sopra addotte, vivono un forte senso di frustrazione e di impotenza essendo sempre più convinti che la gran parte delle istituzioni internazionali sono realtà astratte, incapaci di sostenere le comunità nel loro impegno per la tutela del patrimonio culturale e per la qualità paesaggistica e ambientale delle realtà locali.

Vi sarò molto grata per l’attenzione che porrete a questa mia segnalazione. Conto di avere notizie al più presto.

Con sincera cordialità,
Francesca Leder
University of Ferrara Committee Member of OUT|OSSERVATORIO URBANO TERRITORIALE – VICENZA