Venezia, Mose a 90 cm per proteggere S. Marco

Il luogo simbolico della laguna, piazza San Marco, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, rischia di non essere in alcun modo protetta dal sistema di dighe mobili del Mose che avrebbe dovuto impedire future maree in città. A denunciare una situazione sempre più grave è l’Associazione Piazza San Marco, che ha preparato e diffuso ai suoi iscritti un dossier dove chiede che il Mose entri in funzione a 85-90 centimetri.

«La maggiore frequenza statistica delle alte maree causa oggi sempre maggiori disagi e degrado in Piazza San Marco e nell’insula marciana – si legge nel documento stilato dall’Associazione – e questa grave situazione non è purtroppo destinata a risolversi con il Mose, che entrerà in funzione secondo le previsioni in caso di maree oltre quota +110 cm, e dunque non proteggerà in alcun modo San Marco dalle maree superiori a +80 cm, un livello di marea considerato “medio” che tuttavia comporta il quasi totale allagamento della Piazza».

«È davvero incredibile – commenta Gianfranco Bettin – la sorpresa di chi scopre oggi che il Mose non metterà al riparo piazza San Marco e le altre zone basse di Venezia. È infatti, da sempre, esattamente questo il cuore della critica al progetto Mose: o non si chiuderà quasi mai e quindi in pratica non servirà, e dunque si sarebbe sprecata una montagna, anzi un’alluvione, di risorse, o si chiuderà troppo spesso (ad esempio, 200 volte per tutelare piazza San Marco nel 2014) e dunque, per come funziona, colpirà a morte la laguna, impedendone il ricambio con l’acqua del mare, oltre a colpire a morte la stessa portualità».

In attesa che gli interventi integrativi iniziati nel 2003 vengano prima o poi completati, l’Associazione Piazza San Marco propone una soluzione temporanea, e cioè che le paratie del Mose vengano azionate non alla quota attuale di 110 cm, bensì a 85-90 cm. «La situazione attuale, anche alla luce dei ripetuti eventi di marea di quest’anno, è diventata insostenibile – sottolinea il Presidente dell’Associazione Piazza San Marco Alberto Nardi – e non possiamo accettare che possa ulteriormente degenerare. Oltre al rischio per il patrimonio artistico e culturale, infatti, va aggiunto che la perdita di valore economico degli immobili ubicati sotto le Procuratie Vecchie va di pari passo a una perdita commerciale facilmente quantificabile per gli esercenti che da sempre occupano questi spazi».