«Pozzi a rischio Pfas in Lobia, cosa fa Variati?»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Franca Equizi per “SOS Giustizia e Legalità”

La Regione Veneto, con delibera del 29 aprile 2014, disponeva che, in via precauzionale per tutelare la salute pubblica, i sindaci ordinassero a tutti i cittadini, utilizzatori di pozzi privati per uso idropotabile per produrre alimenti, di eseguire a proprie spese l’analisi chimica delle acque in mancanza di all’allacciamento all’acquedotto.

Il sindaco di Vicenza, preoccupatissimo per la salute dei suoi concittadini, emanava l’ordinanza in data 03 luglio 2014 (con ben più di due mesi di ritardo!). Che il buon Variati non sia riuscito ad intervenite prima perchè troppo preso da altre ben più urgenti emergenze (es. accordi urbanistici con i privati, sistemazione del campo nomadi di Via Cricoli, campagne elettorali, bretella, TAV, ecc. )? Chissà se il nostro prode Achille ignora che molte famiglie della città, pur pagando regolarmente le onerose tasse comunali, non sono servite dall’acquedotto comunale?

Le oltre quaranta famiglie residenti lungo la parte finale di Strada Comunale di Lobia, precisamente dall’intersezione con Via Maglio di Lobia ai confini del territorio comunale con i comuni di Caldogno e Costabissara, non possono ovviamente collegarsi all’inesistente acquedotto comunale, ma sono anche privi della rete fognaria e solo grazie al Comune di Caldogno, godono dei collegamenti alle reti del gas e telefonica. Precisiamo anche che molti cittadini non sono a conoscenza dell’esistenza dell’ordinanza su menzionata perchè, a quanto ci risulta, il comune ha informato la cittadinanza solo tramite comunicati stampa che ovviamente non raggiungono tutti.

Recentemente alcune famiglie, alcune all’oscuro del problema, hanno ricevuto la visita di ben due funzionari comunali che, sembra con tono arrogante al limite della minaccia, hanno paventato, in caso di mancata immediata analisi dell’acqua dei pozzi presso AIM con tanto di costi a loro carico, l’intervento della polizia municipale con conseguenti sanzioni e denuncie a raffica. Ricordiamo che ogni famiglia, per eseguire queste analisi, da ripetersi con cadenza semestrale, è costretta a spendere oltre duecento euro annui. I cittadini, a causa dell’inadempienza del comune, prima hanno dovuto sostenere le non poche spese per la concessione e realizzazione dei pozzi e ora sono chiamati a pagare questo ulteriore ingiusto balzello. Il Sindaco, durante una conferanza stampa del 20 agosto 2014, dichiarò «La Regione deve farsi carico delle analisi. Ritengo ingiusto far ricadere sui cittadini l’onere di monitorare e mappare i pozzi, ma, in perfetto stile renziano, sono state solo parole di grande effetto mediatico e nulla più. Perchè l’amministrazione non si fa carico di questi costi e magari poi si rivale sulla Regione? Perchè pagare a più riprese le bollette ai nomadi che, come dimostrato da varie indagini giudiziarie, poveri non sono e non farsi carico di oneri determinati dall’incapacità del comune di estendere la rete idrica?

Variati, negli ultimi mesi, si è impegnato strenuamente, spendendo ben 230.000 di nostri euri anche se sotto forma di finanziamento statale, per far sistemare il campo nomadi di Via Cricoli con tanto di nuove reti per acquedotto, fognature e non solo, ma per i vicentini cosa ha fatto? Ha timore di essere tacciato di razzismo o peggio doveva pagare un debito elettorale? Ricordiamo che anche recentemente i nomadi hanno dichiarato alla stampa di aver vota in blocco per lui.

Temiamo che consideri noi vicentini cittadini di serie B, ma caro sindaco anche questo è razzismo. Quali sono le priorità dei nostri amministratori se nel terzo millenio molte famiglie, come in Via Lobia, non possono collegarsi alla rete idrica comunale? E pensare che proprio in zona Lobia sono ancora presenti i resti dell’Acquedotto Romano… evidentemente all’epoca le priorità politico-amministrative erano ben altre alla faccia di Roma ladrona.

Franca Equizi

SOS Giustizia e Legalità

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