San Bonifacio: sì Tav, ma a sud del paese

Con la ripresa del progetto Tav, annunciata dal ministro Maurizio Lupi, e il raggiungimento degli accordi tra gli enti, che prevede per il 15 maggio la presentazione del tracciato definitivo per la tratta Verona – Venezia, è tornata la preoccupazione nel Comune di San Bonifacio, che si ritroverebbe, se fosse confermato il vecchio tracciato di dieci anni fa, con un cantiere in pieno centro città.

Ecco perchè il sindaco di San Bonifacio Giampaolo Provoli ha inviato di recente una lettera al ministro delle Infrastrutture Lupi, al ministero dell’Ambiente, a Rete ferroviaria italiana e, per conoscenza, al Consorzio Iricav 2 e alla Provincia di Verona, in cui si chiede di considerare «il forte impatto ambientale, già fonte di accese discussioni e di ricorso al Tar del Veneto –  specificando che – il previsto attraversamento del territorio sambonifacese in affiancamento alla linea ferroviaria esistente sarebbe quanto mai devastante».

Provoli chiede anche «un incontro di approfondimento con tavolo istituzionale insieme ai rappresentanti degli organi in indirizzo, al fine di valutare la soluzione più opportuna e di pervenire ad un protocollo di intesa tra le amministrazioni interessate, perché – sottolinea il sindaco – difficilmente i cittadini potrebbero accettare l’attraversamento della linea per il centro del paese».

La proposta di San Bonifacio va nella direzione di posizionare la linea Tav a sud, in affiancamento alla Porcilana, congiuntamente alla futura Si.Ta.Ve., ovvero il sistema delle tangenziali venete, ed eventualmente anche alla ferrovia storica, spostata a sud, con rifacimento della stazione