Al Museo Alto Garda, immagini della maternità

14 | 11 | 2014 – 11 | 01 | 2015

La maternità è un tema centrale nell’opera di Giovanni Segantini: ad esso si legano molti altri elementi determinanti per la sua ricerca, come la terra, la natura, la fertilità, la donna.

Nella sua pittura, il mistero della maternità, che per l’artista riveste un valore sacrale, viene espresso secondo varie declinazioni, dalle “Due madri” all’”Angelo della vita” fino al “Castigo delle lussuriose” o “Cattive madri”. Dipinti destinati a diventare dei topoi iconografici la cui persistenza figurativa si riverbererà anche nella pittura del ‘900.
Partendo da una tematica così determinante nell’opera segantiniana, la mostra, che si inserisce nell’ambito delle collaborazioni tra il MAG e il Mart avviate fra le due istituzioni dal 2013, intende suggerire alcune letture dell’idea di maternità: lungo un arco cronologico che parte dalla metà Ottocento per arrivare alla prima metà del XX secolo, l’esposizione vuole indagare i temi della natività e della cura materna, e quindi dell’infanzia, in alcuni degli artisti presenti nelle collezioni del Mart e del MAG.

Dai dipinti di Natale Schiavoni, riprese ottocentesche delle madonne raffaellesche, per proseguire con le versioni profane di Umberto Moggioli e Tullio Garbari, direttamente desunte dai modelli segantiniani, fino alle sculture di Andrea Malfatti, autore di uno struggente marmo intitolato “Cure materne (Primo bagno)”. Accanto a questi autori Eugenio Prati, ma anche Medardo Rosso e Umberto Boccioni, Massimo Campigli e Felice Casorati, in una serie di suggestioni che terminano con l’accostamento a questi grandi artisti di opere più vicine a noi come quella di Vanessa Beecroft, “Pregnant Madonna” (2006).
“Vita nascente. Da Giovanni Segantini a Vanessa Beecroft. Immagini della maternità”, questo il titolo dell’esposizione, rimarrà aperta presso il MAG, Museo Alto Garda di Arco, Trento, fino al prossimo 11 gennaio.

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