Charlie Hebdo, Manara: «morti per libertà di tutti»

Fra i morti della strage del Charlie Hebdo c’è anche il vignettista Georges Wolinski. Lo ricorda sull’Arena di oggi Milo Manara, suo amico da decenni: «Sei morto per la libertà di tutti, per la mia, ma anche per quella di chi ti ha ucciso». «La differenza tra cattolici e musulmani è che nel corso dei secoli in Occidente si è arrivati a una divisione tra religione e Stato laico – continua Manara – i regimi islamici invece sovrappongono i due aspetti. Ma non bisogna generalizzare e la risposta non deve essere una chiusura nei confronti dell’Islam, qui si tratta di estremisti e infatti i disegnatori di Charlie non irridevano né Dio, né la religione islamica, ma questi fondamentalisti».

«La satira – spiega Manara – deve essere libera di trattare tutto. La satira è un antibiotico sociale, uno sguardo inedito, che pochi hanno e che fa vedere l’assurdo e il grottesco della realtà. La satira non ricerca il comico, non è una barzelletta e può anche far male a chi la fa, ma deve sempre essere libera. Di certo ai potenti non piace – continua Manara – per questo la satira è la misura della libertà. Poter far vedere che il re è nudo è fondamentale. Alla fine il cattivo gusto è relativo, un’opinione deve essere espressa sempre, non imbavagliata».