Quote latte, piano per il cambiamento

Il prossimo marzo scadrà il discusso regime delle quote latte, che dal 1983 regola la produzione e la commercializzazione proprio del latte e dei suoi prodotti derivati. Sostanzialmente, da oltre 30 anni gli allevatori europei vengono scoraggiati a produrre latte oltre un tetto massimo, nel tentativo di mantenere quanto più possibile costante il prezzo della materia prima.

Una vera e propria rivoluzione per il settore lattiero-caseario, che il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali è ora chiamato a gestire. Cosa cambierà per gli allevatori e i produttori del territorio? Cosa ci si può aspettare da un mercato liberalizzato?

Nel tentativo di fornire risposte adeguate al cambiamento previsto, il ministero ha proposto il varo di un piano generale di finanziamento per il settore di circa 110 milioni di euro per il triennio 2015-2017. L’intento è quello di sostenere la produzione di latte e derivati di qualità, premiando gli allevatori virtuosi e favorendo le imprese che si impegnano a curare il bestiame garantendone il benessere e la longevità. Il progetto andrà ad interessare, ovviamente, anche gli allevatori veneti. La speranza è che il piano sia effettivamente utile e che contribuisca a migliorare la qualità del nostro latte.

Campagne di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi sul settore del fresco, che ha registrato notevoli contrazioni nel corso degli ultimi anni, e iniziative di pressione sulla Comunità Europea perché si velocizzi l’iter del regolamento sulle etichettature saranno poi aspetti essenziali dell’iniziativa governativa, per una tutela tanto del mercato interno quanto del made in Italy.

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