Referendum a Vicenza, pasticcio targato Pd

Il presidente del Consiglio comunale di Vicenza, Federico Formisano, si sarebbe lamentato con la commissione Affari Istituzionali, per la mancata approvazione del regolamento attuativo, che permetterebbe di effettuare i referendum previsti dal nuovo Statuto del Comune, in vigore da ben due anni. Meglio tardi, che mai. Ma in questi due anni di amministrazione, chi ha vigilato sulle attività delle varie commissioni?

Deludente e preoccupante la risposta del presidente della commissione Affari Istituzionali, Valter Bettiato Fava del Pd, che ha dichiarato: «Il regolamento è stato trattato come oggetto prioritario (???, ndr) ma ci siamo arenati sulla questione dei saggi, perché come maggioranza non ce la sentiamo di estrarre a sorte le persone» (era la proposta del M5S: due saggi su cinque sorteggiati fra la popolazione, fermo restando che gli altri tre dovevano restare tecnici con le necessarie competenze). Poi, ancora: «Per renderlo ammissibile o meno (si parla di un eventuale quesito referendario) ci vuole qualcuno che conosca la legge». Intanto, aspettiamo.

Implicitamente, con questa risposta, ammette che a far parte della commissione sotto esame ci dovrebbero essere persone con requisiti e conoscenze specifici, che il Bettiato Fava ed il resto del gruppo Pd dimostra di non possedere. Certo due anni sono troppi per “scrivere” o “trascrivere” un regolamento che potrebbe essere copiato da regolamenti esistenti presso altri Comuni, o, quanto meno, con un semplice “copia ed incolla” del vecchio regolamento del Comune di Vicenza. Volendo pensare male (come sosteneva Andreotti…) direi che si tratta di una strategia del “differimento”, che il Pd ha messo in atto per evitare grane e iniziative “improprie” o inopportune che possano disturbare la tranquillità del “guidatore” Variati.

Una seconda ipotesi non può non prendere in considerazione che ci troviamo di fronte ad un caso di vera e propria incapacità e, in questo caso, se il Pd non ha nulla di meglio da esprimere come partito di governo di Vicenza, perché non lascia la presidenza della Commissione Affari Istituzionali all’opposizione? Si tratterebbe di un atto sorprendente di grande democrazia, che mi auguro possa avvenire per il bene della nostra amata città.