«Tav, rischio palude in Campo Marzo»

Si stanno per prendere decisioni che avranno ripercussioni su noi tutti e sulla città, per almeno cento anni (la vecchia stazione ha più di 150 anni) per cui le scelte vanno assolutamente ponderate. Volevo fare alcune sottolineature. Giovedì 8 gennaio in Commissione territorio a Vicenza, erano ospiti i tecnici di Italferr. Ad una precisa domanda sul perché della futura dismissione della stazione centrale, l’ing. Strabioli ha ammesso candidamente di aver studiato e sviluppato tecnicamente solamente le due stazioni periferiche, perchè Vicenza aveva chiesto quelle due stazioni, in quei luoghi periferici (hanno usato la parola commissionato).

Non era una scelta loro, la dismissione della stazione centrale! Conseguentemente, non si è fatto un lavoro di ricerca ed approfondimento, con l’ausilio di esperti tecnici, per vedere se era possibile recuperare e rendere efficiente la stazione centrale. Nel I allegato sono riportate le ns. Osservazioni, consegnate in tempo utile, regolarmente depositate presso la Commissione Territorio e al Sindaco, affinche’ fossero oggetto di discussione. Non sola denuncia, ma anche proposte alternative alle due stazioni e al tunnel.

L’Alta Capacità, deve essere rivolta a migliorare l’efficacia trasportistica senza penalizzare la rete metropolitana Regionale; il servizio pubblico poi, dovrebbe essere il concepito in modo contrario di come lo si vorrebbe realizzare. Si parte cioè dalla stazione unica, con collegamenti rapidi verso tribunale e Ponte Alto, in sede propria, in sinergia e verso parcheggi scambiatori esterni. Non tutti conoscono la vera ubicazione delle due stazioni periferiche e, l’esiguo spazio di cui dispongono (persino quella di Ponte Alto che finisce per essere circa metà di quella attuale. Potrebbero però diventare parcheggi scambiatori. Quella di Borgo Berga è già congestionata di par suo. Entrambe sono in zone a rischio idrogeologico; P2 per Ponte Alto e P3 per Borgo Berga, su una scala che prevede un massimo di 4 e di ciò, va tenuto conto.

Porterebbe problemi anche l’interramento dei binari (- 7 m più fondamenta) nella stazione attuale; creerebbe una barriera idraulica con possibili conseguenze idrauliche (impaludamento) verso campo Marzo. Per la sicurezza idraulica, si era già parlato del bacino di Monteviale, per intercettare la Dioma e della cassa di espansione fra Vicenza-Altavilla in zona ovest di S.Agostino (via Grappa), per il Retrone. Ridurrebbe il rischio allagamenti a S.Agostino eliminando così il discorso… e la giustificazione delle 2 stazioni e del tunnel.

I costi per il progetto di cui si chiede lo studio di fattibilità è assolutamente esorbitante, soprattutto, per il tratto cittadino (tribunale-fiera), con più di 90 milioni euro a Km., ben più alti della media europea attorno ai 50 o giapponese ancora più basso. Crediamo sia necessario analizzare bene la questione costi benefici. La linea TAc ha una importanza strategica ed una valenza ambientale grandi, per cui, pur credendo che sia utile realizzarla, riteniamo diventi più importante come farla e soprattutto, con minori costi (tanto più in tempi di crisi così devastante).

Nel dibattito invece, si parla di tutto e di più: di ricuciture, di nuovi ponti, rotatorie, zone da riqualificare (ex Lanerossi, zona industriale, ex Domenichelli, FTV, S.Felice etc), che cambierebbero il volto della città, ma poco si parla di Ferrovia (cavallo di Troia?). Siamo però favorevoli riconnettere alla città i tessuti cittadini storicamente separati dall’attuale linea ferroviaria, per intenderci S.Lazzaro, Ferrovieri, zona industriale.

Inoltre qui da noi, si vorrebbe dismettere una stazione, situata nel cuore di Vicenza, con vista su campo Marzo, con il centro storico facilmente raggiungibile, che sta cercando un rilancio come città d’Arte! Al giorno d’oggi si possono fare miracoli ingegneristici, qualora volessimo utilizzare la stazione centrale, riorganizzata e resa più piu’ efficiente (vedasi esempi come Londra Cross Rail o, la vicina Bologna).

Giancarlo Albera
Coordinamento dei comitati

Ps. Per vedere e capire qual’è l’utenza attuale delle nostre linee ferroviarie, basta recarsi alla stazione a partire dalle 7,26, 7,56 8,26, 8,56 9,26, 9,56 che sono orari di punta. Le corse negli orari che seguono si diradano (23 frecce bianche al gg), intervallate dalle linee Regionali. Sono assai indicative, per dire che va potenziato il servizio Regionale-metropolitano altrimenti potrebbe accadere ciò che è avvenuto in Francia, II allegato, dove è diminuito il numero di passeggeri della TAV e in compenso è aumentato il deficit (un buco di 44 MLD di euro).