Treviso, ribellione contro ritorno di Goldin

Una cinquantina di trevigiani hanno scritto al sindaco Giovanni Manildo esponendo i loro dubbi sulla ristrutturazione milionaria del polo museale di Santa Caterina in vista del ritorno delle mostre di “Linea d’ombra”. Fra di loro alcuni nomi “pesanti”: prima di tutto sei consiglieri comunali, 5 di maggioranza (Zanussi, Zanata e Caldato, del Pd; Chaibi e Gorza, di Sel) e 1 di minoranza, Gnocchi. Ma anche tanti esponenti della società civile: Gildo De Rosso (Arci); Lucio De Bortoli, storico; Marco Tonon, presidente di Fondazione Mazzotti; e ancora docenti, storici dell’arte, operatori culturali, museologi.

Il documento mette in discussione, attraverso sette domande, tutto l’impianto del progetto – dal metodo al merito. I firmatari precisano di non voler discutere «l’effettivo valore culturale» delle mostre organizzate da Carlo Goldin, quanto piuttosto i «problemi reali che riguardano il patrimonio della nostra città». Viene posta in particolare la problematica dei finanziamenti, ma viene investita tutta la politica culturale dell’amministrazione: «Quando una parte così consistente del bilancio comunale – chiedono i firmatari – sarà spesa per quest’operazione, cosa resterà per migliorare e promuovere l’offerta culturale della nostra città?».