Charlie Hebdo, vescovo Verona: blasfemia è barbarie

Il mondo cattolico continua ad interrogarsi sulla strage avvenuta nella redazione parigina del Charlie Hebdo. Se il giornale del Patriarcato di Venezia aveva ospitato la settimana scorsa un’esplicita presa di posizione del direttore («Piangiamo i morti, ma noi non siamo Charlie!»), oggi è la volta del vescovo scaligero Giuseppe Zenti. Sul settimanale della curia “Verona Fedele”, il prelato firma un fondo intitolato “Come si concilia la blasfemia con la laicità democratica?”.

Dopo aver condannato il terrorismo e apprezzato le manifestazioni di solidarietà delle scorse settimane, Zenti puntualizza: «c’è di che ridire sulla rivendicazione, sotto forma di satira, del diritto alla libertà di blasfemia». Per il vescovo il clima culturale evocato da tali manifestazioni «è quello della barbarie, nella quale non c’è diritto di cittadinanza per il rispetto delle persone e della loro sensibilità umana e religiosa». «I musulmani – scrive ancora Zenti – reagiscono, anche se in forma spropositata. I cristiani al contrario, anche di fronte a dissacrazioni persino volgari della propria religione, lasciano correre».

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