Legge diffamazione, lettera aperta a M5S

E’ attualmente in discussione presso la commissione giustizia della Camera la proposta di legge di riforma della diffamazione, già licenziata dal Senato. Viene eliminato il carcere ma vengono introdotti altri pericolosi limiti per la libertà di stampa, applicata anche alle testate on-line grazie a un emendamento presentato da 5 senatori del Movimento 5 Stelle tra cui il parlamentare veneto Cappelletti.

Chiedo da blogger e attivista veneto ai deputati M5S della commissione giustizia Businarolo e Tancredi Turco, entrambi della mia regione, di esprimere pubblicamente la loro posizione in merito a tale legge, emendando non solo quanto introdotto al senato dai loro colleghi ma cassando in toto la legge. La legge prevede in particolare:

1) sanzioni pecuniarie fino a 50 mila euro che appaiono da un lato inefficaci per i grandi gruppi editoriali e dall’altro potenzialmente devastanti per l’informazione indipendente, in particolare per le piccole testate online. Inoltre viene pericolosamente ampliata la responsabilità del direttore per omesso controllo, ormai improponibile in via di principio e sicuramente devastante per le testate digitali caratterizzate da un continuo aggiornamento;

2) un diritto di rettifica immediata e integrale al testo ritenuto lesivo della dignità dall’interessato, senza possibilità di replica o commento né del giornalista né del direttore responsabile, e che invece di una “rettifica”, si configura come un diritto assoluto di replica, assistito da sanzioni pecuniarie in caso di inottemperanza, che prescinde, nei presupposti della richiesta, dalla falsità della notizia o dal carattere diffamatorio dell’informazione;

3) l’introduzione di una sorta di generico diritto all’oblio che consentirebbe indiscriminate richieste di rimozione di informazioni e notizie dal web se ritenute diffamatorie o contenenti dati personali ipoteticamente trattati in violazione di disposizioni di legge. Previsione questa che non appare limitata alle sole testate giornalistiche registrate ma applicabile a qualsiasi fonte informativa, sia essa un sito generico, un blog, un aggregatore di notizie o un motore di ricerca, e che fa riferimento al trattamento illecito dei dati che è concetto dai confini incerti in particolare nell’ambito del diritto di cronaca e critica e che non ha alcuna attinenza col tema della diffamazione.

Una legge che modifica la normativa sulla stampa al tempo del web deve avere come primo obiettivo la tutela della libertà di espressione e di informazione su ogni medium: e questo non si ottiene prevedendo nuove responsabilità e strumenti di controllo e rimozione, ma estendendo ai nuovi media le garanzie fondamentali previste dalla Costituzione per la stampa tipografica. Fa specie che alcuni rappresentanti di un movimento che fa politica dal blog del fondatore possano pensare a simili norme punitive. La legge sulla diffamazione proposta ha il sapore di un inaccettabile “mettetevi in riga”, sotto la minaccia di facili sanzioni, rettifiche e rimozioni, per quei giornalisti coraggiosi, blogger e freelance che difendono il diritto dei cittadini ad essere informati per fare scelte libere e consapevoli. Un diritto che è sempre stato ribadito con forza da Beppe Grillo.

Francesco Celotto
Blogger e attivista

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