Campiello, Daverio boccia Odifreddi

Solleva polemiche lo stop last-minute alla candidatura di Piergiorgio Odifreddi alla presidenza della Giuria dei Letterati del Premio Campiello 2015. Il matematico torinese sembrerebbe non essere gradito ad alcuni membri della giuria fra cui lo storico dell’ebraismo Riccardo Calimani, presidente della comunità ebraica veneziana e il critico d’arte Philippe Daverio.

«Se la questione è politica – spiega Odifreddi – dite quale deve essere l’identikit del presidente della Giuria dei Letterati del Campiello, altrimenti le critiche sono pretestuose. Daverio mi stupisce: afferma che ho una posizione rozza di ateo e che sono negazionista. Ho scritto un libro a quattro mani con Papa Benedetto XVI (“Caro papa teologo, caro matematico ateo” edito da Mondadori) e se il pontefice ha accettato di pubblicare un libro con un ateo così rozzo non sarà. La questione del mio negazionismo la considero una polemica preistorica e ho spiegato mille volte che non sono negazionista. Ho posizioni critiche nei confronti della politica d’Israele e oggi è impossibile averle senza essere tacciati di antisemitismo. Il mio amico Noam Chomsky la pensa come me e la cosa divertente è che anche Moni Ovadia è stato tacciato di antisemitismo. Purtroppo Daverio viene da una parte politica diversa dalla mia: io sono di sinistra, lui è stato assessore leghista. Uno di sinistra e uno della Lega non vanno d’accordo ma questo non mi sembra un motivo valido per non fare il presidente della Giuria dei Letterati del Campiello. Anche a Calimani, per cui il discorso è più delicato perchè è presidente della Comunità ebraica di Venezia, ricordo che si tratta della giuria di un premio letterario».