Venezia, i cancelli anti-movida

Campo Santa Margherita alza le barricate per provare a resistere al caos che le notti brave dei giovani scatenano nella zona. Ecco che, dopo innumerevoli tentativi falliti di contenere la situazione, gli abitanti del «Campo» si sono dovuti rifugiare dietro a cancelli, inferriate e sbarre per contenere le orde di incivili che nelle callette e nelle corti limitrofe al Campo davano il meglio di sé.

Stanchi di risvegliarsi ogni giorno nel luridume i residenti della zona si sono organizzati come meglio hanno potuto e hanno deciso di munirsi di lucchetti e inferiate per chiudere i cancelli all’imbocco delle calli non appena fa buio. Soluzione pratica, ma che presenta secondo l’urbanista ed ex assessore Edoardo Salzano, un risvolto negativo. «I cancelli di Santa Margherita rischiano di diventare una barricata tra due mondi» ha spiegato nei giorni scorsi nel corso di un dibattito sulla città. Non solo, i giovani, una volta trovatisi sbarrati i cancelli delle callette, si sono prontamente rifugiati in altre zone vicine che ancora non si sono “barricate”.

«Certo, in una situazione di totale abbandono, ognuno cerca di difendersi come può – spiega alla Nuova Venezia Mara Cuccarola, per molti anni presidente del Comitato Santa Margherita – . E  l’abbandono è proprio totale. Nessuna pattuglia, nessun presidio, nessun controllo». Emblematica la testimonianza di due residenti sul sito Venezialagunanostra che raccontano di «spaccio e consumo di droga, calle trasformate in orinatoi, schiamazzi, bestemmie, vomitate e sporcizia, suonate di campanello se non veri e propri atti vandalici contro la proprietà dei cittadini». E manca ancora Carnevale, che quest’anno non prevede programmi particolari in Campo Santa Margherita, ma questo difficilmente fermerà i festeggiamenti.