Expo Venezia verso lo scioglimento

Expo 2015 è ancora in alto mare eppure il suo comitato veneziano è già vicino allo scioglimento. I contrasti interni che già avevano portato a cambiare il presidente delegato da Laura Fincato a Matteo Zoppas (nella foto), stanno bloccando anche quella che doveva essere la seconda fase di promozione,  stravolgendo il progetto iniziale di presentare ai visitatori un’idea nuova di Venezia, diversificando i flussi attraverso la conoscenza delle eccellenze del territorio.

Giovedì, alla prossima riunione del Comitato Expo Venezia, si trova come ordine del giorno la discussione sulle prospettive future e lo scioglimento. Del resto, compiuta la “mission” prevista dallo statuto, ossia la realizzazione di un master plan, lo stesso Comune di Venezia sta pensando di avviare lo scioglimento del comitato portando i compiti di coordinamento a Vela, la società comunale degli eventi.

L’Expo veneziano ha poco di organico, è  un insieme di progetti e iniziative private che puntano alla promozione territoriale. Dalla tenuta Venissa a Mazzorbo come esempio di «best practice» per la valorizzazione delle isole della laguna, agli itinerari in Riviera del Brenta, dalla navigazione fluviale nel Delta del Po all’energia dalle onde, fino agli itinerari del Tiepolo e al nuovo padiglione Aquae (l’evento principale dell’esposizione veneziana).

Il rischio però è anche che alla fine Aquae sia l’unico vero evento collaterale a Milano, specialmente se non ci sarà quel coordinamento necessario per mettere in rete le altre iniziative sparse nel territorio. A cominciare dalla rete di trasporti che permetta la visita e la fruibilità. Del resto lo stesso commissario Zappalorto qualche settimana faprecisava: «Il Comitato non ha potere, né responsabilità in merito alla realizzazione concreta dei singoli progetti selezionati e delle tematiche infrastrutturali».