Ex moglie Tosi, incarico particolare (con mistero)

Com’è andata a finire quella ansiosissima ricerca di un posto da segretaria di direzione all’Ulss 6 di Vicenza, che i soliti malpensanti dell’Unione Sindacale di Base avevano sospettato essere «costruito su misura di qualcuno» (comunicato 6 marzo 2014, “Servono assunzioni utili!”)? E’ filato liscio e in regola, su questo non ci piove. Premiando tuttavia un nome vistoso che calamita sempre l’attenzione: quello di Stefania Villanova, ex moglie del sindaco leghista veronese Flavio Tosi. Passata nel 2007 da impiegata della Regione (a 25 mila euro annui) a capo della segreteria dell’assessorato regionale alla Sanità (70 mila euro annui), retto allora da Francesca Martini ma fino a poco tempo prima dall’allora consorte Tosi, la bionda thienese è una forza della natura: oltre al lavoro vero e proprio, è madrina degli Amici del Rene di Vicenza, presidente onoraria della squadra calcio a 5 Giurato sempre di Vicenza, instancabile promotrice di raccolte fondi e serate benefiche (l’ultima, al teatro comunale berico, con uno spettacolo di De Sica) e non disdegna le interviste, fra cui ricordiamo quella a Vanity Fair di due anni fa, in cui raccontava il suo amore per il lavoro, dal primo impiego in pizzeria a 14 anni alle public relations in locali di Thiene fino all’apicale incarico a Venezia,«temporaneo, per fiducia», come sottolineava lei stessa.

Da un po’ di mesi a questa parte ha invece un ufficio tutto suo al terzo piano della palazzina amministrativa dell’ospedale di Vicenza. Dice: embè, che c’é? C’é che incuriosisce, per usare un eufemismo, la mansione effettiva che le è stata affidata. Ma prima ricostruiamo la storia. il 17 marzo 2014 scadeva un avviso di mobilità esterna per due posti di assistente amministrativo categoria C (di cui una, citiamo dal documento ufficiale, «da assegnare alla segreteria di redazione, con esperienza di relazioni esterne con altri enti e istituzioni per supporto alle attività dela direzione generale», e un posto di collaboratore amministrativo professionale categoria D. Prima di bandire un concorso per assumere esterni, infatti, la legge prevede che si cerchino competenze interne alla pubblica amministrazione. Il blocco delle assunzioni rinnovato ogni anno in Regione Veneto non impedisce in realtà di assumere, a patto che vi sia una motivazione. Secondo il sindacato Usb, di motivazione ce n’era poca, visto che a gennaio dell’anno scorso erano già stati assunti 22 assistenti amministrativi di categoria C risultati idonei dopo il concorso pubblico riservato alle categorie protette.

Ma tant’é: Regione e Ulss 6 procedono senza indugio, e il 14 maggio scorso sono ammessi all’avviso e convocati per un colloquio del 9 giugno 11 candidati. Ultima della lista: Villanova Stefania. Il 16 giugno il servizio risorse umane e relazioni sindacali dell’ospedale vicentino dava il nulla osta alla mobilità per Antonello Sandra (era all’Arpava di Vicenza) e la Villanova per i posti di assistenti e per De Bastiani Alberto (lavorava all’Ipab sempre di Vicenza) per quello di collaboratore professionale. Il 22 luglio la responsabile dell’ufficio giuridico dell’Ulss, Maria Elisa Maiolo, scriveva alla Villanova illustrandole tutti i passaggi che doveva espletare per il trasferimento da Venezia a Vicenza. E infatti due giorni dopo viene protocollata la sua richiesta al direttore risorse umane della Regione, Lorenzo Ceroni, di farlo decorrere dal 3 novembre. Ceroni le risponde l’11 agosto, quando tutti sono al mare, con un bel sì, specificando una settimana dopo che al suo ufficio va bene pure la data proposta dall’ex lady Tosi. Il 23 settembre, infine, la giunta veneta sottoscrive la «mobilità volontaria».

Ma non è finita, invece. Il 19 novembre 2014 il direttore sanitario dell’Ulss 6, Francesco Buonocore (indagato assieme ad altri medici con l’accusa di aver favorito un collega in un concorso per il posto di primario del laboratorio analisi a Vicenza), invia una circolare interna in cui porta a conoscenza che la Villanova «é stata adibita a fare da trait d’union (sic! ndr) tra le problematiche dei Direttori delle Unità Operative di questa ULSS e la Direzione Generale e riferire, in prima battuta, al sottoscritto». Il 20 dicembre sul Giornale di Vicenza, Vincenzo Riboni, primario del pronto soccorso drammaticamente in affanno (presenti solo 17 unità su 22 necessarie), dopo aver denunciato «l’atmosfera di omertà» e la tentazione di «minimizzare» l’inchiesta giudiziaria di cui sopra, rilascia questa sibillina ma in realtà chiarissima dichiarazione: «Vanno ribaditi i ruoli che ciascuno deve svolgere. Noi primari non possiamo essere umiliati da circolari che alterano i rapporti fra direttori di strutture e direzione strategica. Anche su questo punto va fatta chiarezza». Esatto. Che significa fare da trait d’union? Esistono precedenti di posizioni lavorative pari alla sua essere destinate ad un ruolo di questo tipo? E come mai la Villanova è tornata di buon grado ad uno stipendio di circa 25 mila euro all’anno? Non sarà stato mica un trasloco ob torto collo?

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