Tav Vicenza, Cisa Palladio: tunnel, uno sfregio

Sul raddoppiamento ferroviario nel tratto vicentino interviene anche il Centro Internazionale di studi di architettura Andrea Palladio. Lo fa tramite una nota del presidente del consiglio scientifico Howard Burns, che sul progetto di tunnel stradale e idraulico spiega: «i componenti del consiglio scientifico del Cisa sono stati a lungo increduli che si potesse proporre un’opera simile, in un’area sacra per la cultura architettonica di tutto il mondo, riconosciuta come tale dall’inclusione delle ville palladiane nell’ elenco Unesco di opere facenti parte del patrimonio culturale mondiale».

Burns esprime quindi l’apprezzamento «all’Amministrazione e al Consiglio Comunale di Vicenza per essersi espressi contro il tunnel idraulico-viabilistico con sbocco alle pendici del colle su cui sorge villa Valmarana ai Nani, a poca distanza dalla Rotonda, chiedendo ipotesi alternative e formulando anche altre condivisibili proposte per migliorare l’impatto delle opere infrastrutturali».

Il presidente del consiglio scientifico del Cisa conclude: «Non basta difendere solo l’edificio della Rotonda, peraltro preservata con cura e saggezza dal conte Lodovico Valmarana e dalla sua famiglia: è l’intera area a dover essere protetta, compresa ovviamente villa Valmarana ai Nani. Per questo sarà indispensabile vigilare e farci sentire anche negli ambiti nazionali in cui verranno effettuate le scelte definitive».

 

Il testo integrale della nota:

Quale Presidente del consiglio scientifico del CISA Andrea Palladio vorrei esprimere un ringraziamento all’Amministrazione e al Consiglio Comunale di Vicenza per essersi espressi contro il tunnel idraulico-viabilistico con sbocco alle pendici del colle su cui sorge villa Valmarana ai Nani, a poca distanza dalla Rotonda, chiedendo ipotesi alternative e formulando anche altre condivisibili proposte per migliorare l’impatto delle opere infrastrutturali.

Un sincero grazie anche alle associazioni e cittadini che hanno posto da subito il problema aprendo un dibattito vigoroso e approfondito: i componenti del Consiglio Scientifico del CISA sono stati a lungo increduli che si potesse proporre un’opera simile, in un’area sacra per la cultura architettonica di tutto il mondo, riconosciuta come tale dall’inclusione delle ville palladiane nell’ elenco UNESCO di opere facenti parte del patrimonio culturale mondiale. Questa parte della città fino a tempi relativamente recenti costituiva una bella fascia suburbana, di case e campi, ville e broli, direttamente connessa con il centro. Poi è stata pesantemente penalizzata (e divisa dal centro) da una viabilità che ha ridotto a spartitraffico il bellissimo arco palladiano (l’accesso storico al Santuario di Monte Berico prima dei settecenteschi portici di Muttoni) e successivamente dall’insensata e triste mole dell’ecomostro del tribunale di Vicenza. Almeno ciò che resta del carattere particolare della zona, insieme urbano e rurale (come aveva capito Palladio classificando la Rotonda come palazzo di città, e non villa) è un bene ambientale da difendere con forza.

Nelle scorse settimane ho scritto al Sindaco di Vicenza esprimendo la nostra piena disponibilità, come Consiglio Scientifico del CISA, a qualsiasi azione di ricerca e documentazione che potesse essere ritenuta utile a difendere l’area della Rotonda, come già facemmo in occasione dei restauri della Basilica, delle indagini conoscitive per il restauro del Teatro Olimpico e della definizione delle aree di rispetto intorno alle ville della Provincia di Vicenza.

Non ha senso fare classifiche fra siti palladiani, tutti ugualmente preziosi e fragili, ma nel caso della Rotonda possiamo ricordare che per Palladio il contesto paesaggistico fu fonte di ispirazione e generatore del progetto, e lo descrive con poetico entusiasmo nelle pagine dei Quattro Libri. Non basta difendere solo l’edificio della Rotonda, peraltro preservata con cura e saggezza dal conte Lodovico Valmarana e dalla sua famiglia: è l’intera area a dover essere protetta, compresa ovviamente villa Valmarana ai Nani. Per questo sarà indispensabile vigilare e farci sentire anche negli ambiti nazionali in cui verranno effettuate le scelte definitive.

Howard Burns
Presidente del Consiglio Scientifico del CISA Andrea Palladio