Liste d’attesa, medici: scaricabarile di Zaia

Non l’hanno presa bene i medici veneti (già sul piede di guerra per i tagli) la convocazione dei direttori generali per verificare le discrepanze nell’utilizzo dei macchinari. Ieri mattina il governatore Luca Zaia aveva infatti approfittato dell’inaugurazione del nuovo pronto soccorso di Cittadella per lanciare un avvertimento: «Controlleremo l’utilizzo reale delle apparecchiature di diagnostica e le relative liste d’attesa dei pazienti, se scopriamo che i macchinari non hanno lavorato al massimo non ci saranno scusanti per nessuno».

Mentre i direttori generali adducono la carenza di tecnici in alcune strutture come motivazione delle discrepanze, i sindacati dei lavoratori della sanità ribattono puntando l’indice contro le «inutili iniziative-spot» della sanità regionale. «Sette milioni di euro in un anno i veneti hanno pagato la trovata delle visite di notte – spiega Daniele Giordano (Cgil) al Corriere del Veneto -. Non era meglio comprare prestazioni in più dallo stesso personale di giorno? E poi: siamo sicuri che gli specialisti non usino di più i macchinari per la libera professione? La Regione non ha mai controllato, è vergognoso che Zaia scarichi su altri le proprie responsabilità. I dg li ha scelti lui, se non funzionano li cacci».