Veneto al voto: niente preferenza “rosa”

Che sarebbero stati due giorni dagli esiti imprevedibili era ampiamente annunciato. Quello che non ci si apettava è che dai giochi scatenati durante la discussione sulla nuova legge elettorale regionale sarebbe caduta la tagliola sulla doppia preferenza di genere. Invece ieri l’emendamento del Pd (già approvato dalla commissione competente) è stato bocciato a causa delle astensioni e delle assenze di Lega, Forza Italia e Pdl.

Questo atteggiamento è spiegabile per le tensioni che hanno attraversato ieri la maggioranza regionale, divisa sulla questione della retroattività del limite dei due mandati riproposta dal forzista Leonardo Padrin. Anche tale disposizione è stata bocciata, con una proposta che pone il limite dei mandati a partire dalla prossima legislatura (cioè dal 2020). E se queste questioni sono definitivamente chiuse, non è detto che l’approvazione definitiva della legge elettorale oggi si imponga in modo indolore.

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